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Full text of "Il Rifugio, commedia in tre atti"

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IH. HIFXJGIO- 



DEL MEDESIMO AUTORE: 

L'aigrette, commedia ia tre atti L. 2 



HBs^Sì 



IL RIFUGIO 



COMMEDIA IN TRE ATTI 



DI 



Dario Niccodemi 





MILANO 

Fratelli Tkeves, Editori 

1912, 



PROPRIETÀ LETTERARIA. 

7 diritti di riprodmione e di traduzione sono riservati 
per tutti i paesi, cotnpresi la Svezia, la Norvegia e l'Olanda. 

Copyright by Dai-io Niccodemi, lt09. 



Per ottenere il diritto di rappresentazione, rivolgersi 

esclusivamento alla Società Italiana degli Autori 

(Milano, Corso Venezia, 6) 



Questa «ommedia fu rappresentata la prima volta a 
Parigi al teatro Réjane la sera del 6 maggio 1909 in- 
terpretata dalla Compagnia di quel teatro. — In Italia 
il 21 gennaio 1910 al teatro Manzoni di Milano dalla 
Compagina di Oreste Calabresi e Teresa Mariani. 



Milano. - Tip. Treves e Rovida. 



A TERESA MARIANI 



oon affetto sincero, riconoscen- 
te e veramente inaìtermbile. 

D. N. 



40 


amii 


38 


» 


6o 


)) 


20 


» 


20 


)) 



PERSONAGGI. 

Gerardo di A'glmières 

Saint-Airax 

Il Sigxor Lacroix 

Luciano 

Gastone 

Uberto 

Paolino, vecchio servo. 

Giulietta di Volmières 35 » 

Dora Lacroix 28 » 

La Signora Volmières, madre 68 » 

La Signora Lacroix 50 » 

NiNA Lacroix 17 » 

Giannina 18 » 



L'azione ha luogo nei dintorni di Monte-Carlo. 
Ai di nostri. 



\iiiiiiK.\n. Il lifiujio. 



ATTO PRIMO. 

Nel piano superiore d'una grande villa, vicino a Monte- 
Carlo. Una vasta stanza ridotta a studio, e comunicante per 
mezzo di una specie di alcova, che è a sinistra, con un'altra 
stanza più piccola. La destra e la sinistra sono — nelle in- 
dicazioni di tutto il lavoro — quelle del suggeritore. È as- 
solutamente necessario che queste indicazioni sìeno esatta- 
mente seguite, l'autore non permettendo che si inverta la 
disposizione scenica. 

Nel fondo, una finestra larghissima dalla quale si vedono 
le cime degli alberi del giardino e, più lontano, le colline 
boscose dell'Esterel e il mare. 

A destra, una sola porta in seconda quinta, dalla quale 
si discende ai piani inferiori. A sinistra, in prima quinta, 
un caminetto, in seconda l'apertura che conduce alla came- 
ra da letto. 

Nel centro della scena un grande scrittoio. Davanti a 
questo scrittoio, bene in faccia al pubblico, un immenso 
canapè di cuoio con la spalliera appoggiata allo scrittoio. 
Sul tavolo un telefono da appartamento. Davanti al cami- 
netto diverse poltrone. D'ambo i lati della finestra di fondo 
una libreria. — Al muro, numerosi disegni a biace e a 
penna, qualche quadro d'autore, delle armi rare. Sopra al 
caminetto un ritratto di donna. La fisonomia della stanza 
è seria, confortabile e calma. È lo studio di un disegna- 
tore molto ricco. 



IL RIFUGIO 



SCENA I. 
Gerardo - Paolino. 



La fine del giorno. — La stan- 
za è quasi buia. La scena è 
vuota quando si alza il sipario. 
— Gerardo entra dalla porta di 
destra. £ leggermente grigio 
alle tempia. Entrando in scena, 
va al tavolo, accende la lampa- 
da elettrica : la scena è cosi leg- 
germente rischiarata. Poi, tra- 
versa lentamente la scena, va 
alJ 'alcova e ne esce un momen- 
to dopo avendo indossato una 
giacca da casa. Va alla tavola, 
carica una pipa, l'accende, poi 
va allo scrittoio, e prende un 
cartone sul quale è steso un di- 
segno e alcune matite. Si ferma 
un momento davanti alla fine- 
stra spalancata a contemplare 
la luce piena del tramonto, poi 
scende fino al canapè e vi si 
siede coi piedi sopra e la schie- 
na appoggiata al bracciuolo di 
destra, in modo da p>oter dise- 
gnare comodamente, voltando le 
spalle alla porta di destra. Co- 
mincia a ritoccare il disegno. 
Lungo silenzio. Suono di cam- 
panello. Egli guarda dalla par- 
te del telefono, poi si rime! te 



ATTO PRIMO 



tranquillamente a disegnare. Il 
campanello suona un'altra vol- 
ta: poi, dopo un silenzio, un'al- 
tra volta ancora. Egli prende 
il tubo acustico del telefono, 
senza alzarsi. 

Gerardo 

al telefono. 

Che c'è?... Hai bisogno di parlarmi?... E 
quello che devi dirmi vale la pena di essere a- 
scollato? Ne sei proprio sicuro?... Pensa che 
ti tocca salire tre piani... E allora vieni!... 

Posa il ricevitore del telefono. 
Lungo silenzio, dopo il quale 
si bussa alla porta di destra. 



Avanti ! . . . 



Signor padrone. 



Che c'è? 



Paolino 

entra con una carta 
da visita in mano. 



Gerardo 

senza muoversi, né guardar- 
lo, continuando a disegnare. 



Paolino. 
C'è... che sono molto inquieto. 
Gerardo 

indifferente. 

Ah! 



IL RIFUGIO 



Paolino. 
E credo di aver rag^ione di essere inquieto. 

Gerardo. 
Credi solarriiente?... Forse... non basta. 

Paolino. 
La signora è partita in automobile per an- 
dare incontro a degli invitati. 

Gerardo. 
Ancora degli invitati ? 

Paolino. 
Ancora... 

Gerardo. 
E quanti ce ne sono in questo momento ? 

Paolino. 
Una decina! 

Gerardo. 
Spavento I 

Paolino 
Sissignore. 

Gerardo. 
E che cosa fanno del loro tempo tutti quegli 
invitati ? 



ATTO PRIMO 7 

Paolino. 
Fanno molte escursioni, molta musica... di- 
scorrono, giocano al bridge... 

Gerardo. 
E nonostante tuitto questo non si seccano a 
morte ? 

Paolino. 
A vederli... non pare. 

Gerardo. 
Spaventoso I 

Paolino. 
Sissignore. 

Gerardo 

dopo un breve silenzio. 

Hai qualche altra cosa da dirmi ? 

Paolino. 

Ma se non le ho ancora detto nulla ! 

Gerardo 

rassegnato. 

Allora, sbrigati! 

Paolino 
La signora è parttita con tutti gl'invitati su- 



IL RIFUGIO 



bito dopo la colazione : sono quasi le otto di 
sera, e nessuno è tornato ancora... Temo sia 
accaduta qualche disg^razia... 



Gerardo 

movimento subito represso. 



Ah! 



Paolino. 
Che cosa si deve fare ? 

Gerardo. 

Aspettare che tornino, per sapere se è ac- 
caduta qualche disgrazia. 

Paolino. 

Forse, potrei mandare una vettura a incon- 
trarli ? 

Gerardo. 
Se vuoi... 

Paolino. 

Servirebbe a tranquillare la piccola signorina 
Lacroix, che non ha potuto andare con gii altri, 
perchè non si sentiva bene... Questa lunga a- 
spettativa la spaventa assai : voleva salire per 
vtnJr da lei. 



ATTO PRIMO 9 

Gerardo. 
Ah!... Xo, no... per carità! Non potrei dirle 
nulla : dunque, a che prò ? 

Paolino. 

Sta bene.... 

Fa un passo per uscire : poi, 
ricordando che ha in mano una 
carta da visita, si ferma visibil- 
mente imbarazzato. 

Signor padrone.... 

Gerardo. 
Paolino... ? 

P.\0LI.\0. 

Volevo ancora dire.... 

Gerardo. 
Ma sei inesauribile, oggi!... Che c'è ancora? 

Paolino. 
C'è un signore.... 

Per la prima volta, Ge- 
rardo lo guarda, vede ia 
carta da visita, si alza. 

Un signore che.... 

Gerardo. 
Strappa ! 



IL RIFUGIO 



Paolino. 
.... Viene da Parigi.... 

Gerardo. 
Strappa 1 

Paolino strappa la 
carta da visita. 

Benissimo!... E ora puoi tornar giù.... e guar- 
da di non ricominciare.... Niente visite, niente 
lettere, niente giornali!... Mi pare sia facile.... 
Siamo intesi? 



Sissignore. 

Bravo 1 
Che c'è?... 

Non saprei.... 



Paolino. 
Geraiujo. 

Si bussa alla porta di destra. 

Paolino. 



Gerardo. 

Allora, qui si sale, si bussa, si entra come in 
un ufficio pubblico!... 

Paolino. 
Ma!... La colpa non è mia! 



ATTO PRIMO II 

Gerardo 
Sì: la colpa è proprio tua!... Accomodati 
coiBe vuoi : non vog'lio veder nessuno ! 

Paolino apre la porta, 
mentre Gerardo si alza e 
si avvia verso l'alcova. 



SCENA II. 
Gerardo - Nina. 

NlNA. 

Signor Volmières .... 

Gerardo 
Signorina.,.. 

Guarda Paolino, che 
esce rapidamente. 

NlNA. 

So di essere molto indiscreta.... 

Gerardo 
No, signorina. 

Nina. 
Oh, sì.... sì!... So che non le piace di esser 
disturbato, e che nessuno sale mai qui da lei... 



IL RIFUGIO 



Gerardo. 

.Mi hanno detto che è molto inquieta, signo- 
rina >, 

NlNA. 

Oli! molto!... Sono spaventata addiritttura.... 
Altrimenti, creda, non avrei mai ardito.... 

Gerardo. 
Si metta a sedere.... e si calmi.... Xon c'è. 
probabilmente, nessuna ragione di essere in- 
quieti.... 

NlNA. 

-Ma, allora, che cosa accade?... Perchè non 
tornano ? 

Gerardo. 
Forse, una gomma scoppiata.... forse, due.... 
o tre.... Sono cose che accadono facilmente. 

NlNA. 

Non mi riesce pensare se non a delle cose 
terribili!... La mia immaginazione galoppa.... 
e le cata.stroii vi si succedono con una tale ra- 
pidità.... Ero atterrita della mia solitudine.... 
e. allora, sono salita.... La prego di scusar- 
mì .... 



ATTO PRIMO 13 

Gerardo. 
Ah!... 

Silenzio. 

NlNA. 

Sa clie deve arrivare nostro padre? 

Gerardo. 
Ah! 

Silenzio. 
NlNA. 

Già.... viene per condurci via.... come se non 
si potesse fare un viai^gio così breve da no-i so- 
le .. Ma papà non sa concepire simili s'.ravag'an- 
ze.... Tre donne sole in un vagone!... Gli par- 
reljbe la tìne del mondo!... Povero vecchio bab- 
bo!... Purché non sia accaduto nulla, mio 
Dio!... 

Dopo una pausa. 

Torniamo a l^arigi per il matrimonio di Dora 

Il suo fidanzato.... il signor di Saint-Airan.... 
deve anche lui raggiimgerci subito.... Ma io la 
costringo ad ascoltare una quantità di cose che 
non la interessano affatto!... 

Gerardo non risponde. 
E. intanto il tempo passa.... Mi permette?... 

Va alla finestra. 



14 IL RIFUGIO 

Nulla!... nnll.i!... Oh! Che disperazione!... 

Pausa. 

Io l'annojo, signor Gerardo ? 
Gerardo 

per pura convenienza. 

No, signorina. 

NlNA 

dopo un silenzio, guardimelo il 
ritratto che è sopra il caminetto. 

TI ritratto di sua madre? 

Gerardo. 
Sì. 

NlNA. 

Come è bella ! 

Gerardo. 
Molto bella! 



dopo una pausa. 



NlNA 

Che ore saranno adesso ? 

Gerardo. 
Ah! questo poi.... 

NlNA. 

Già.... è vero.... Lei non sa mai che ore 



ATTO PRIMO 



sono.... M'hanno detto che ha regalato la pen- 
dola al signor Curato. 

Gerardo. 

Infatti.... Ne aveva bisogno per i servizi della 
sua piccola chiesa.... Io, invece, vado a letto 
quando ho sonno, mi alzo quando mi sveglio, 
mangio quando ho fame.... Non c'è bisogno di 
orologio per questo. 



NlNA. 



Strana cosai.. 
Dev'esser tardi! 

Sente ? 
Che cosa ? 



Pausa. 



Gerardo. 



NlNA. 



Gerardo. 
Un rumore d'automobile. 

NlNA. 

Non sento nulla.... Ah! sì! Dio mio!... Pur- 
ché non sia accaduto nuJla!... purché la mia po- 
vera Dora non sia ferita ! 



r6 IL RIFUGIO 



Gerardo. 
Via!... 

NlNA. 

Ilo voglia di pregare.... 

Voce di Gii'lietta. 
Gerardo! Gerardo! 

Gerardo. 

È troppo tardi ! 

Si è sentito il rumore del- 
le automobili, che sono 
entrate nel parco. — Ru- 
more di voci diverse. 

Voce di Giulietta. 

Gerardo! .. Gerardo, sei lì?... Abbiamo a- 
vuto un disastro ! 

Altra Voce. 
Parecchi morii ! 

Altra Voce. 
iJi fame ! 

Risate di fuori. 

Gerardo 

a Nina. 
Ha sentito?... Ci sono parecchi morti di fa- 



ATTO PRIMO 17 

me: nulla di grave.... Un buon pranzo li farà 
risuscitare.... Vada, signorina.... vada, e li sg^ri- 
di molto.... per averla fatta stare in pena. 

NlNA. 

La ringrazio, signor Gerardo : e, ancora una 
volta, le chiedo scusa.... 

Entra Giulietta, seguita da 
l.acroix e dalla signora 
Lacroix ; poi dagli altri. 



SCENA III. 
Gerardo, Nina, Giulietta, Lacroix, la signora 
Lacroix, Giannina, Luciano, Gastone, Uber- 
to, Dora, Saint-Airan. 

Giulietta 

a Gerardo. 

Potresti almeno rispondere!... Sei sordo? 

Lacroix. 

Sordo per vocazione, non è vero?... Comie 
va ? 

Gerardo. 
Bene : grazie. 

NlCODEMI. Il rifiKjio. 2 



IL RIFUGIO 



Giulietta. 
Sai che è stato un vero miracolo.... 

Gerardo 

piano a Giulietta. 
Te ne prego : porta via tutta questa gente. 

Lacroix 

a Nina. 

Come mai sei qui?... Hai forse addomiesti- 
cato l'orso ? 

Nina 

abbracciando suo padre. 
Quanta pauira ho avuto, babbo mio ! 

Lacroix. 

E perchè non sei venuta incontro al tuo 
babbo ? 

Nina. 
Mi sen'fivo niezza e mezza stamani.... Ma 
dov'è Dora?... Non le è mica accaduto nulla? 
Dio'... Mi nascondete qualche cosa! 

SiG. Lacroix. 
Ma, Nina, non essere così nervosa! 

Nina. 
Dov'è?... Dov'è? 



ATTO PRIMO iq 



Lacroix. 
Eccola!... E, come vedi, sana e salva! 

Nina si precipita al collo 
di Dora, che entra accom- 
pagnata da Gastone e da 
^ Luciano, i quali discutono 

animatamente fra loro. 

SiG. Lacroix 

a Gerardo. 

Ah!... Possiamo vantarci d'averla scampata 
bella ! 

A Lacroix. 

Ti g'iuro che non metto mai più piede in un'au- 
tomobile !... Del resto, la mia sonnambula mie 
l'aveva predetto. 

Lacroix. 
Se la tua sonnambula predice gl'incidenti a 
tutti g"li ault omo bi listi, le deve accadere spesso 
di farsi onore! 



SiG. Lacroix 

Ebbene ? 

Gerardo. 

Ebbene.... che cosa? 



a Gerardo. 



20 IL RIFUGIO 

SiG. Lacroix 
Ah! Senta: lei è proprio un bell'oriepinale! 
Tutto questo non le fa niente.... non lo com- 
muove... ? 

• Gerardo 

tranquillo. 

Ma SÌ. signora. 

SiG. Lacroix. 

E, allora, lo dica.... perchè, altrimenti, nes- 
suno se ne accorge ! 

Gerardo 

piano a Giulietta. 
Fammi un piacere: conducili a pranzo. 

Gastone. 
E io ti ripeto che lo chauffcur è un asino.... 
Ah! Se fossi stato al suo posto.... 

Luciano. 
Se ne sarebbero viste delle belline ! 

Lacroix. 
Come?... Non siete ancora d'accordo sul mo- 
do migliore col quale si poteva morir tutti? 



ATTO PRIMO 2 1 

Gastone. 
Neanche per sogno!... Io sostengo che bi- 
sognava passare a sinistra. 

Luciano. 

Ma se passava a sinistra, urtava contro il 
carretto.... e Io scaraventava nel fosso. 

Gastone. 

Proprio così!... Mandava in briciole una 
vecchia carcassa sgangherata, e non sciupava 
una automobile di cinquanta nnila franchi ! 

Lacroix. 
E riDomo? 

Gastone. 
Quale uomo ? 

Lacroix. 

Quello che conduceva la carcassa sganghe- 
rata ? 

Gastone. 
Oh! Se volete occuparvi di tutte le inezie.... 
di tutti i particolari.... non bisogna far dell'au- 
tomobilismo ! 



22 IL RIFUGIO 

I. ACROI X. 

Sei pieno di cuore ! 

Entrano Saint-Airan e Li- 
berto che chiacchierano fra 
loro, vicino alla porta. 

NlNA 
"^ a Dora. 

Hai avu'to molta paura, Dora ? 

Dora. 

Non so.... È stata una cosa così rapida! 

NiXA. 

Se tui sapessi che impressione di terrore ho 
provato io!... Oh!... Mi vien freddo solamente 
a parlarne.... 

Dora 

carezzandole i capelli. 

E allora non ne parlare.... non ne parlare mai 
piùl 

Giannina 

a Nina. 

Per dir la verità, sei un po' curiosa.... Dora 

ha corso un pericolo, e sei tu che ti senti male ! 

Dora. 
Bisogna non pensarci piùl 



ATTO PRIMO 23 

SiG. Lacroix 

a Giulietta. 

Ma g-uardi quella povera Nina com'è tutta 
tremante!... 

A Gerardo. 

È ima bella fortuna, la sua, signor Gerardo, di 
essere così corazzato contro le commozioni di 
ogni genere! 

A Giulietta. 

Però, non dev'essere piace\'ole per lei, cara 
amica, l'aver corso un pericolo serio.... e di 
trovarsi, tornando a casa, dinanzi un marito 
così calmo, così placido.... Deve far un po' l'im- 
pressione di non esistere, di non aver impor- 
tanza.... 

Giulietta. 
Ma ! Ci si abitua a tutto ! 

Gerardo 

piano a Giulietta. 
Ti assicuro che tutta questa gente muore di 
fame. 

Giulietta 

con una spallata. 

Oh! 

Si allontana. 



24 n. RIFX'GIO 

Uberto 

a Saint-Airan 

Non mi aspettavo davvero di trovarti qui. 

Saint-Airan. 
Son venuto a prendere i miei suoceri.... Si 
mette giudizio, caro mio!... Era tempo! 

Uberto. 
M'hanno detto che reaHzzi un bel sogno! 

Saint-Airan. 
Un sogno d'oro: è proprio il caso di dirlo! 

Uberto. 
Molti danari?... Proprio moliti? 

Saint-Airan. 
Incredibilmiente! 

Uberto. 
Tanto meglio!... I danari non sono mai trop- 
pi.... specialmente quando quella che li porta 
è una così bella creatura. 

Saint-Airan. 
Non è vero? Vieni: ti presento. 



ATTO PRIMO 2^ 

Uberto. 

Aspetta: bisogna che saluti Gerardo.... È 
im pezzo che non l'hai visto? 

Saint-Airan. 
Qualche secolo ! 

Uberto 

a Gerardo. 

Buongiorno, vecchio amico ! 

Gerardo 

stringendogli la mano. 

Oh! 

Uberto 

Come: ohf... E niente di più?... Non sei 
sorpreso di vedermi? 

Gerardo 

molto calmo. 

Ma sì! 

Saint-Airan. 
Sono sicuro di sorprenderti di più.... 

Gerardo 

e. s. 

Oh! 

Gli stringe la mano. 



26 IL RIFUGIO 



Saint-Airan 

si allontana e va a 
raggiungere Lacroix. 

Uberto. 

Del resto, stai benissimo in campagna.... 

Continuano a discorrere. 

Lacroix 

a Saint-.'\iran 

Avete chiacchierato con Dora? 

Saint- AiRAN. 
Ci siamo detti buongiorno ! 

Lacroix. 

Affettuosamente ? 

Saixt-Airan. 
Come al solito!... Quando partiamo? 

Lacroix. 
Presto, credo. 

Saint-Airax. 
B'enissimo ! 

Gerardo 

a Giulietta. 

Te ne supplico.... 



ATTO PRI.Mfi 27 

Giulietta 

piano, sgarbatamente. 
Seccatore !... 

Alla sig. Lacroix. 

Andiamo, cara amica. 

Si ode la campana del pranzo. 



Finalmente ! 



Dormi qui '. 



Gerardo. 



Uberto 



a Saint-Airan. 



Saint-Airan. 
Ho una camera airalberg-Q. 

Uberto. 
Anch'io.... Faremo la strada insieime. 

Saint-Airan. 
Con piacere. 

Esce. 

NlNA 

a Luciano. 

Glielo ho già detto ; il giorno dopo il maitri- 
monio di Dora, farò annunziare in tutti i gior- 
nali che è permesso di farmi la corte... Non 
prima. 



28 IL RIFUGIO 

Luciano. 
Ma allora saremo troppi.... 

NlNA. 

Tanto meg"lio : mi sarà più facile sc€g"liere. 

Luciano. 
Oh, com'è cattiva! 

NlNA. 

Sono.... terribile!... Andiamo, Dora? 
Dora. 



Andiamo.... 



Dora? 



Babbo ? 



L ACROI N 



Dora. 



fermandola. 



Lacroix. 

È forse la commozione del pericolo che hai 
corso che ti ha impedito di essere un po' piìi 
graziosa, col tuo fidanzato ? 

Dora. 
Forse!... Perchè? 



ATTO PRIMO 2 9 

Lacroix. 
Ha tutta l'aria di lamientarsene ! 

Dora. 
Sta tranquillo; ne ha solamente l'aria! 

Lacroix. 
Che cos'hai? 

Dora. 
Ma nulla, babbo ! 

Lacroix. 
Nulla!... Nulla!... L'eterna parola!... Parche 
ti si conduca al sacrificio!... Non bisognava im- 
pegnare la tua parola e la mia... Bisognava 
aspettare... Aspettare ancora... aspettare sem- 
pre! 

Dora. 
E non ho più l'età da aspettare! 

Lacroix . 
Di che cosa ti lamenti?... Quel giovanotto... 

Dora. 
Sì, lo so... me lo dici tutti i giorni: è un bel 
partito : ha un bel nome, una posizione di primo 
ordine.... 



30 IL RIFUGIO 



Lacroix 
Ebbene ? 

Dora. 

Ebbene.... lo sposo!... Mi pare di non poter 
far nulla di più per lui ! 

Lacroix. 
Chi ti capisce.... è bravo! 

Dora. 
Non parliamone più!... Andiamo. 

Kscono. 



SCENA IV 
Gerardo, Uberto. 

Gerardo. 
Non vai a pranzo ? 

Uberto. 
Ho pranzato all'albergo! 

Gerard(X 
Ah! 



ATTO PRIMO 31 

Uberto. 
Perchè non mi hai voluito ricevere ? 

Gerardo. 
Io?! 

Uberto. 
Già : ti ho mandato la mia carta da visita ! 

Gerardo. 
Ah ! Era tua ? 

Uberto. 
Come?... Non lo sapevi... Questa poi, è fe- 
nomenale!... Del resto, preferisco sia così.... 
perchè oso credere che se tu avessi saputo che 
era mia, mi avresti ricevuto.... 

Gerardo non risponde. 
Ccnnie?... Non mi avresti ricevuto? 

Gerardo. 
No. 

Uberto. 

Ma scusa.... 

Gerardo. 

Non hai nessuna ragione di offenderti : non 
rice\ o nessuno ! 



32 IL RIFUGIO 

Uberto. 
Non ricevi nessuno ? 

CJKRARDO. 

Nessuno ! 

UlilòRTO. 

Perchè ? 

Gerardo. 
K diventata un'abitudine! 

Ur.ERTO. 

Ti ho annunziato la niia visita per lettera! 

Gerardo. 
Xon ricevo lettere ! 

Uberto. 
Ma, mio povero amico, non ti conosco più ! 

Gerardo. 
Ecco perchè mi pareva inutile di riceverti ! 

Uberto. 

Ah ! Senti : se hai una ragione qualunque per 

Irattamii in questo modo... dimmela subito, te 

ne prego : spiegami iJ tuo atteggiamento a mio 

riguardo, perchè ti assicuro che un uomo che 



ATTO PRIMO 



ha fatto diriotto ore di treno-diretto, per andare 
a trovare um amico, e che si vede ricevere co- 
sì... così... insomma così... ha tutto il diritto di 
rimaner molto male ! Non ti pare ? 



Sì. 

E allora? 



Gerardo. 
Uberto. 



Gerardo. 
Allora... che cosa? 

Uberto. 
Allora, parla, santo Dio ! 

Gerardo. 
Hai fatto diciotto ore di treno-diretto, per 
farmi parlare, o per parlanni ? 

Uberto. 
Per parlarti... per farti parlare!... Ti garan- 
tisco che non capisco nulla, in te... Sono quat- 
tro anni che non ci siamo visti ; ma sono venti- 
cinque armi che siamo buoni amici; e, per molto 
tempo, siamo state due persone abitualmente 
sopportabili... l'una all'altra... cosa abbastanza 
rara ai tempi che corrono!... Dunque, sediamo 
un po' : che cosa è accaduto ? 

Nkiiukmi. // riiuyio. 3 



34 n. Riraoio 

Gerardo 

Sei venuto per domandarmi qualche cosa? 

Uberto. 

Si..., perchè ti sei seppellito qui?... Hai qual- 
che ragione? 

Gerardo. 

Ho qualche ragione. 

Uberto- 

Forse, un dispiacere ? 

Gerardo. 
Ho detto : una ragione. 

Uberto. 
È quasi sempre la stessa cosa.... 

Gerardo. 
Come credi.... 

Uberto. 
Dunque, le cose che mi sono state raccontate 
sarebbero vere?... Nessuno sale mai nelle tue 
stanze ? 

Gerardo. 
Nessuno.... salvo il caso di una falsa disura- 



ATTO PRIMO 



zia d'automobile... Sei arrivato in piena disor- 
ganizzazione, in piena anarchia : ecco, del re- 
sto, perchè sei qui. 

Uberto 
Incredibile!... E tua moglie sopporta.... 

Gerardo. 
Non mi preoccupo d'altra opinione all'infuo- 
ri della mia. 

Uberto. 
E, allora.... tu? 

Ger.^rdo. 
Insomma, vuoi dirmi quello che vuoi : sì o 
no?... Hai bisogno di quattrini? 

Uberto. 
Non per Tapipunto. 

Gerardo. 
Mi dispiace. 

Uberto. 
Grazie.... Ma questo non toglie che mi trovi 
nella più squallida miseria.... Mi ci trovo tutti 
gli anni in questa stagione ! 



30 IT. l{II'l(.IC) 

Gerardo. 
Allora ? 

Uberto. 
Volevo chiederti il permesso di pubblicare tut- 
ti i tuoi disegni.... 

Rispondendo a un mo- 
vimento di Gerardo. 

Aspetta! ....Riccardo Sterne, l'editore inglese, 
vorrebbe farne un album di g'ran lusso: assicura 
che avrebbe, prima della pubblicazione, almeno 
duemila sottoscrittori in Inghilterra e in Fran- 
cia... Sarebbe anche disposto ad anticipare una 
discreta somma... Mi permetti di trattare? 



.Se ci tieni.... 



Davvero ? 



Gerardo. 



Uberto. 



Gerardo. 
Solamente, ascolta : pubblica i disegni, vendi- 
li, fanne tutto quello che vuoi; ma che il mio 
nome non sia mai né pronunziato, né pubbli- 
cato.... 

Uberto. 
Ma come?... 



ATTO PRIMO 37 

Gerardo. 

Fai l'affare; ma io non voglio entrarci per 
nulla. 

Uberto. 

Ti assicuro che guadagneremo una bella som- 
ma, e dovremo pure dividere.... 

Gerardo. 
Non ne ho bisogno ! 

Uberto. 
So.... so!... se tu avessi bisogTio di guada- 
gnare,, non potresti rinchiuderti in una solitu- 
dine così sontuosa.... 

Gerardo. 

Uh ! Ti accerto che anche se non avessi un 
soldo.... 

Uberpo 

ridendo. 

V^orrei un po' vedere coane faresti!... 

Gerardo. 

Chiederei il posto di custode di un faro in alto 
mare. 



38 IL RIFUGIO 

Uberto. 
Mio povero Gerardo ! 

Gerardo. 
E adesso, fammi il piacere di lasciarmi solo : 
sono sfinito di fatica; quella disgrazia d'auto- 
mobile.... quella invasione improvvisa, m'hanno 
stancato... e tu mi hai fatto chiacchierare trop- 
po.... Non ci sono più avvezzo. 

Uberto. 
Ma potrò vederti ancora? 



Gerardo 



Sì! sì!, 



accompagnandolo 
verso la porta. 



SCENA V. 

Giulietta e Detti. 

Giulietta 

entrando prima che sia- 
no giunti alla porta. 

Si può dirti mia parola ? 

Gerardo. 
Non vedi che ho una visita? 



ATTO PRIMO 31) 

Uberto. 

Non l'hai più : me ne vado ! 

Gerardo. 

Ma no : rimani ancora un momento ! 

Uberto 

ridendo. 

Adesso, mi trattieni?... A rivederci!? 

Gerardo 
Vuoi proprio andar -via ? 

Uberto 

Sì : l'albergo è lontano, e Saint-Airan deve 
perdere la pazienza : gli ho detto di aspettarmi. 

Giulietta. 
È già in carrozza.... 

Uberto. 
\'edi bene che bisogna che scappi. 

Giulietta. 

Mi dispiace di non poterle offrire in questo 
momento più larga ospitalità; ma spero che ri- 
troveremo l'occasione... 



40 



IL RIFUGIO 



Uberto. 
La ringrazio.... 

Allora, per quei disegni?.,. 

Gerardo. 

'lutto quello che vuoi! 

Uberto 
Grazie ! 



Signora ! 



a Gerardo. 



Salutando. 



Esce, accompagnato da Giu- 
lietta, elle chiude la porta. 



SCENA VI. 
Gerardo e Giulietta 

Gerardo si rimette sul sofà nel- 
la primitiva posizione, e rico- 
mincia a disegnare, senza con- 
cedere nessuna attenzione a 
quello che gli dice sua moglie. 

Giulietta. 
Dunque, sei proprio deciso?... Vuoi rendermi 
ridicola agli occhi di tutti?... Ci tieni?... Pro- 
prio, ci ^ieni ?... 

Pausa. 



ATTO PRIMO 



Hai sentito la signora Lacroix che mi compian- 
geva '^ ....Le sue parole riproducono perfetta- 
m'Cnte il pensiero di tutti quelli che mi avvicina- 
no... e a te... tutto questo par naturale, eh?... 
Di'!... A te tuttto questo par naturale? 

Pausa 

....Non mi vuoi rispondere? E va bene!... 

Pausa. 
Sei proprio deciso a non occuparti più di nul- 
la?... È questa l'ultima parola della tua volon- 
tà?... Una parola che non pronunzi, del resto, 
ciò che è molto più comodo!... 

Pausa. 

Xulla t'interessa.... nulla ti preoccupa, nulla ti 
commuove?... E va bene!... La casa, le rela- 
zioni, gii obblighi, le responsabilità sono tutti 
fardelli che getti sulle mie spalle... e credi che 
io sia disposta a rassegnarmi silenziosamente... 
e a portare, da me sola, tutto il peso della no- 
stra esistenza comune?... Proprio, lo credi?... 
lo credi?... Ma di' qualche cosa!... 

Lunga pausa. 
Credi che si possa durare così per un pezzo?... 
Sei. torse, persuaso che io sia disposta a vivere, 
fino alla mia ultima ora, l'esistenza inanumissi- 
bile che ti è piaciuto d'impormi ?... T'immagini 
che questa casa alla quale hai messo nome « Il 



42 



IL RIFUGIO 



Rifug-io » deva essere un rifugio anche per me, 
per tutta la vita?... E che io consentirò a rima- 
nervi prigioniera, murata, per tutta l'eterni- 
tà?... Hai proprio ringenuità di credere tutto 
questo?... Ebbene, se lo credi, t'inganni!... 
T'inganni del tutto!... Se, fin qui, non ho detto 
nuila.... è stato perchè, forse, subivo inconscia- 
nnente il tuo progressivo intorpidimento... per- 
chè mi lasciavo vincere, anch'io, dalla stupida 
inerzia della tua vita... ma quando mi accorgo 
che tu ti ritrai.... che tu sfuggi ai tuoi doveri, 
anche nei momenti in cui la tua presenza e la 
tua autorità sono indispensabili alla dignità del- 
la nostra casa.... oh!, allora, alzo la voce, e rea- 
gisco contro di te... e contro me stessa!... Ah! 
no, no!... È troppo!... Questa vit/a è finita!... 
Tenevo a dirtelo!... Come vedi, la tua indiffe- 
renza, il tuo silenzio.... la tua mancanza di edu- 
cazione... non mi hanno impedito, e non mi im- 
pediranno di parlare ! 

Lunga pausa. 

Non dicinuilla?... Benissimo! Non importa!... 
Ma ti giuro che questo è il mio ultimo tentativo 
di conciliazione.... Intendi bene: l'ukimo !.... 

Pausa. 

Non verrò più a chieder l'elemosina delle tue 



ATTO PRIMO 43 

parole.... perchè una donna che chiede in elemo- 
sina anche le sole parole, può subito esser so- 
spettata di chieder qualche altra cosa.... e non 
sono ancora ridotta a questo, grazie a Dio!... 
Ti lascio al tuo maitismo.... Puoi rimanerci con 
tutta tranquiillità.... Solamente, ti tengo respon- 
sabile di tuitto quello che potrà accadere!... Sei 
avvertito !... 

Lunga pausa. 

Non rispondi? Ti ostini a rimanere silenzioso 
dinanzi al mio dolore e dinanzi alla mia colle- 
ra?... Ebbene!... ebbene.... mi fai pietà!... Sì, 
lascia che te lo dica: mi fai realmente pietà!... 
Ma rinunzio, ormai, a tog'lierti dall'abbrutimen- 
to nel quali ti lasci cadere per capriccio e per o- 
stinazione... È una missione al di sopra delle mie 
forze.... Q anche al di sopra dei miei doveri!... 
È una niissione materna... e la lascio a chi ha il 
dovere di compierla.... Ho scritto a tua madre! 



Gerardo 

Che cosa dici ? 

Giulietta. 
Ah!... Finalmente! 



bruscamente. 



44 li. RIFl'GIO 

Gerardo. 

l"i domando che cosa hai detto ! 

Giulietta. 
Ho detto che, tre giorni or sono, ho scritto 
a tua macTre.... Oggi, mi dai occasione di scri- 
verle ancora : le scriverò ancora ! 

Gerardo. 
Ma perchè?... A proposito di che?... 

Giulietta 

A proposito di me, di te, e della nostra vita. 
Mi pare ne valga la pena! 

Gerardo. 
Hai avuto torto ! 

Giulietta. 
Non sono di questo avviso!... Dal momento 
che tua madre è il solo essere di questo mondo 
che conta per te.... il solo che tu rispetti, e per 
il quale seniti^un po' di tenerezza.... la sola per- 
sona a cui riserbi le ultime dolcezze del tuo ca- 
rattere.... mi sono rivolta a tua madre perchè 
tenti di far cessare l'incomiprensibile malinteso 
che ci divide!... Tua madre ha fatto il nostro 
matrimonio: spetta a lei d'impedire che vada a 



ATTO PRIMO 45 

finir male.... E ti assiciuro clie è sulla buona 
strada per fniire malissimo!... È quindi tempo 
che intervenga!... 11 nostro matrimonio, se- 
condo lei, era il suo ultimo sogno.... Potrebbe 
benissimo diventare il suo ultimo incubo.... Sei 
avvertito.... ed è avvertita anche lei! 

Gerardo. 
Hai avuto torto ! 

Giulietta. 
Non trovi altro da dire? Ma scuotiti un po' !.. 
E.SCÌ da quel maledetto torpore, da quello stu- 
pido egoismo.... e mettiti al mio poisto.... a que- 
sto posto umiliante di donna abbandonata, di 
donna clie. a quanto. pare, non piace più.... e 
dimmi che cosa avresti faitto? 

Gerardo. 
Avrei taciuto. 

Giulietta. 
Eh ! Non si può tacere tutta la vita ! 

Gerardo. 
Me ne accorg-o.... 

Giulietta. 
Ma come?... Oggi, siamo stati minacciati da 



46 li. Rii'rnio 

una catastrofe spaventosa.... e non hai saputo 
nemmeno trovare una parola d'inquiettudine, di 
cortesia.... 

Gerardo. 

Ala poiché la catastrofe non è avvenuta ! 

Giulietta. 
Ci sono delle cose che sono gravi anche (juan- 
do non avvengono.... Avresti potuto, per la 
gente che abita la casa, per i tuoi ospiti, per i 
tuoi invitati.... 

Gerardo. 

Scusa: per i tuoi invitati!.. Non confon- 
diamo ! 

Giulietta. 
Per i miei invitati, se preferisci.... per tutte 
le persone che mi dimostrano abbastanza ami- 
cizia da aiutanni a sopportare questa parte di 
Cenerentola che m'imponi, e per la quale non 
sono nata! 

Gerardo. 
Cenerentola!... Tu?!... Ma. cara mia, se Ce- 
nerentola avesse potii'^.o spendere centocinquan- 
ta mila franchi l'anno.... non ci sarebbero stati 



ATTO PRIMO 47 

che i calzolaj di lusso a conoscere il suo pie- 
dino.... e sarebbe stato un vero peccato! 

Giulietta. 
Mi rimproveri?... 

Gerardo. 

Sai che io non rimprovero mai ! 

Giulietta. 
Allora ? 

Gerardo. 
Allora.... Niente.... 

Giulietta. 

Vuoi permettermi di farti una domanda ? 

Gerardo. 
Preferisco di non permetterlo.... ma tu farai 
la domanda lo st'esso ! 

Giulietta. 
.Se, invece di tornar sani e salvi, fossimo ri- 
maslti swlla strada maestra.... schiacciati.... che 
cosa avresti fatto ? 

Gerardo. 
Mi sarebbe dispiaciuto ! 



48 IL RIFUGIO 

(irri.iKTTA. 
Davvero ? 

C'rERARDO. 

Sì, dav\'ero. Alnieno, credo.... 
Giulietta 

ridendo amaramente. 

ti una cosa ammirevole, incredibile.... 

Gerardo. 

Hai finito ? 

(jIU LIETTA. 

No. 

Gerardo. 
Tanto peggio ! 

Giulietta. 
Non ho finito, ma finirò presto.... 

Gerardo. 
Meno male! 

Giulietta. 
Finirò presto con questa stupida esistenza! 



ATTO PRIMO 40 

Gerardo. 

Non lia"i mica rintienzione di suicidarti? 
Giulietta. 

Ah ! Xon scherzare ! : non è il momento ! 

CÌERARDO. 

Il suicidio ti pare uno scherzo ? 

Giulietta 
Non scherzare: non ne hai nessuna vog'lia.... 
perchè sai benissimo che, se non fosse il timore 
di ima scena ridicola, ti direi tutto quello che 
ho sull'anima !... 

Gerardo. 
Non ci mancherebbe altro ! 

Giulietta. 
E ti darei la spiegazione.... 

Gerardo. 
Giulietta, molto probabilmente, noi stiamo 
per coprirci di ridicolo ! 

Giulietta. 
Dunque, tu credi proprio che io non sappia 
il vero motivo della vita assurda che conduci?... 

NicODKMi. Il rifuoio. 4 



50 IL RIFUGIO 

La causa per la quale ti disinteressi di tutto 
e di tutti?... Credi che non la conosca? 

CiKKARHO. 

Ne sono sicuro ! 

GlULIETlW. 

T'ing'anni !... La conosco, e te la dico! 

Gerardo. 

Giulietta, ti prego.... 

GlULIETT.^. 

Sei solitario, sITenzioso, misantropo, perchè 
ti fa comodo... perchè ciò ti permette di uscire 
e di tornare a casa, di scomparire per delle gior- 
nate e delle nottate intiere, senza render conti 
a nessuno!... Animo!... Dimmi che non è ve- 
ro!... Vai, vieni, esci.... interminabilmente.... 
Dove vai?.... Certamente, non vai a vedere se 
il mare è semipre azzurro.... e se i pini sono 
sempre verdi!... E allora?... Mi vuoi rispon- 
dere?... Vuoi dirmi una sola parola? 

Gerardo. 
Sì. 

Giulietta. 
Ebl>ene. dimmela! 



ATTO PRIMO 51 

Gerardo. 
M'hai seccato ! 

Giulietta. 
Capisco la tua discrezione : è una discrezione 
piena di pudore ! 

Gerardo 

sorridendo. 

Parola d'onore, ci sarebbe da credere che sei 
g'elosa ! 

Giulietta. 
E se fossi gelosa? 

Gerardo 

serio. 

Andiamo via!... Non scherziamio ! 

Giulietta. 
Ebbene, sì : sono gelosa ! 

Gerardo 

sempre molto cal- 
mo e disegnando. 

Te l'avevo detto, io, che ci si copriva di ri- 
dicolo ! 

Giulietta. 
Sono gelosa della tua vita, perchè ne cono- 
sco il mistero.... perchè hai un'amante.... 



52 IL RIFUGIO 

Lunga pausa. 

Negalo.... negalo, se puoi!... Non fosse che per 
una seniiplice formalità, abbi almeno quest'ul- 
tima cortesia verso di me: di' una bugila! 

Lunga pausa. 

Dunque, non mi sono ingannata?... Hai un'a- 
mante ? . . . 

(ìf.r.vrdo. 
Sì. 

Giulietta. 
Che cosa dici ? 

Gerardo. 
Non dico nulla: rispondo alla tua domanda! 

Giulietta. 
Hai un'amante? 

Gerardo 

calmissimo. 

Sì. 

Giulietta 

indignata. 

Ah!... Ti piego di non burlarti di me! 

Gerardo. 
Giulietta, quando t'inquieti, invecchi! 



ATTO PRIMO 53 

Giulietta 

furibonda. 

Ah ! se fossi un uomo, ti avrei già dato le 
maui nella faccia ! 

Gerardo. 
Preferirei... perchè, generalmente, dopo gl'i 
schiaffi non c'è più niulla da dire ! 

Giulietta. 
Dunque, - invecchio? 

Gerardo. 

Via,... via.... forse, non è stata che un'impres- 
sione momentanea. 

Giulietta. 
E di chi la colpa, se invecchio ? 

Gerardo 

sempre calmissimo. 

Del tempo ! 

Giulietta 

al colmo del furore. 

Benissimo!... Tu hai un'amante.... e io in- 
vecchio!... Hai fatto bene ad avvertirmi, perchè 
credo che a ogni modo, avrò ancora il tempo 
di farti bec... 



54 II. RIFUGIO 

Gerardo 

alza la testa vivamente p-r la 
brutalità della parola ; ma si 
padroneggia, e dice colla più 
■gran calma. 

Bisognerà che tu ti spicci ! 
Giulietta 

sempre in furore. 

Ah! Prendi la cosa così?... 

Gerardo. 
Bisogna saper prendere il toro per le.... 

Giulietta 

senza lasciargli finire la frase. 

\'illano ! 

Gerardo 

violentemente. 

Giulietta! 

CrlULIETTA. 

Ouand'è così, non aver paura : dammi venti- 
quattro ore di tempo, e sarai servito! 

Per andarsene, furiosa. 

Gerardo 

violentemente. 
Ventiquattro ore.^... Sono molte, per Dio, per 
una donna che ne ha l'abitudine!... 



ATTO PRIMO 



Giulietta 

fermandosi e restando 
come inchiodati». 

Come? ! ... 

Che cosa vuoi dire ? 

Gerardo. 
Nulla ! 

Giulietta. 
Ma.... 

Gerardo. 
Ah ! Te ne prego : basta ! 

Giulietta. 
Ma mi dirai.... 

Gerardo. 
I tuoi invitati ti aspettano per giuocare al 
bridge.... 

Giulietta 

insistendo. 

Mi dirai.... 

Gerardo. 

Non ti dirò nulla, perchè non potrei dirti nulla 



56 IL RIFUGIO 

che tu non sappia.... e, per non riuscir nojo£Ì, 
quando si parla, bisogna aver da dire qualcosa 
di nuovo ! 

Giulietta. 
Gerardo, te ne prego.... 

Gerardo. 
Sei già ridotta alla preghiera? 

Giulietta. 
Sì. 

Gerardo. 

La transizione è stata piuttosto brusca! 

Giulietta. 
Gerardo, io voglio.... 

Gerardo. 
Non hai più diritto di voler nulla : ecco quello 
che hai guadagnato ! 

Giulietta 

molto umile. 

Ti prego di spiegarti ! 

Gerardo. 
Non ti basta di sapere che so ? che ho seni- 



ATTO PRIMO 



pre saputo?... Vuoi anche che ti racconti?... 
Ma.... giacché disegno abbastanza bene, per- 
chè non mi chiedi addirittura d'illustrare quello 
che so ? 

Giulietta. 
Non piuioi mica lasciarmi.... 

Gerardo 

brusco. 

Basta ! 

Giulietta. 
Ascolta, Gerardo.... te ne supplico!... 

Gerardo. 
Ah, no!... Ah, no!... Non mi far la scena del 
pentimento!... Il pentimento sarebbe un buon 
sentiimento, se venisse a tempo.... Ma siccome 
viene sempj-e troppo tardi, è una vigliacche- 
ria!... Non mettiamo altre vigliaccherie fra 
noi!... Fai conto che questo colloquio, che tu 
hai voluto.... che tu m'hai strappato.... non sia 
mai avveniuto... e continua a credere alla mia i- 
gnoranza, e a g"odere della tua impimità... Que- 
sto stato di cose dava a te una serena sfaccia- 
taggine... a me un po' di tranquillità... Seguiitia- 
mo.... Continua a paj-larmi come mi parlavi or 



58 IL RIFUGIO 



ora. dall'alto, con orgoglio, con disprezzo, con 
compassione, con tutto quello che vuoi.... Ma 
niente pentimenti.... niente smorfie.... niente la- 
grime!... Hai capito?... Ti proibisco di pian- 
gere : è troppo tardi : non ne hai più il diritto ! 

Giulietta. 
Ma di che mi accusi ? 

Gerardo 

Oh!... Non ho più bisogno di accusarti: ti 
ho giudicata da un pezzo ! 

Giulietta 
Ma è una cosa odiosa, umiliarmi così ! 

Gerardo. 
Non ti umilio : ti umilii da te stessa, volen- 
doiti scusare ! 

Giulietta. 
Non ho nessuna ragione di scusarmi : non ho 
fatto nulla di male ! 

Gerardo. 
Da quando ? 

Giulietta. 
Gerardo ! 



ATTO PRIMO 



Gerardo. 
Allora.... 

fissandola calino, duro, 
hai interamente dinnenticato ?... È una cosa me- 
ravigliosa!... Sapevo che la facoltà dell'oblìo 
è molto sviluppata nella donna; ma non avrei 
mai creduto potesse arrivare a una potenza, a 
mia perfezione simile.... È ramnesia totale!... 
Hai perduto il sentimienlto della colpa come, 
probabilmente, un uomo perde la ragione, 
quando div^enta pazzo.... Così.... naturalmien- 
te.... hai dimenticato.... ed ecco tutto!... Della 
colpa che hai commesso con tutte le precau- 
zioni, con tutte le premeditazioni della tua in- 
telligenza.... di quella colpa che avrebbe po- 
tuto prodm-re una catastrofe in parecchie esi- 
stenze, non rimane nulla né nel tuo spirito, né 
nell'esser tuo.... Nulla!... Neanche il minimo 
ricordo!... Di quella colpa, tu hai dimenticato 
la data, la forma, la paura.... e il piacere!... 

Movimento di Giulietta. 
Ma sì: il piacere.... il tuo piacere, perché cei'- 
tamente non l'hai commessa per far piacere a 
me!... E in questo momento sei più sorpresa 
di ricordarti del tuo delitto, che di sapere che 
io non l'ho ignorato mai!... Nella tua mente, 



6o IL RIFUGIO 



liai cercato mille cause diverse della sUipìdità, 
dell'assurdità, del sileuzin della mia vita; ma 
scommetto che non hai niai pensato a quella 
vera!... Tanto eri sicura dell'impunità acqui- 
sita!... Sei arrivata a pensare: «è così, perchè 
ha un'amante! »; ma non ti sei mai sognata di 
dire a te stessa : « è così, perchè ho un amante 
io ! ». 



Giulietta. 



Gerardo 



Gerardo. 
E. a poco per volta, la certezza dell'impuni- 
tà piena, assoluta, definitiva, ha creato in te una 
nuova coscienza.... una coscienza senza mac- 
chie, senza rimorsi e senza rimpianti; una co- 
scienza talmente pura, che non ti ha impedito 
di scrivere a mia madre, di turbare !a serenità 
della sua vecchiezza, per reclamare la sua pro- 
tezione contro di me.... per far cessare quello 
che tu chiami « un incomprensibile malinte- 
so «!... È proprio prodigioso!... E non sai che 
io. per non t/urbare quella povera vecchia rrm 
sono rinchiuso, mi sono sotterrato, mi sono 
lentamente fabbricato un'anima di proscritto.... 
perchè sapevo che, se divorziavo, se mi batte- 



ATTO PRIMO 6l 

vo, o se più seniplicenieiite uccidevo un nomo 
com'era mio diritto.... avrei ucciso anclie lei 
con lo stesso colpo, dopo aver avvelenato il 
sogno di tutta la sua vita: il sog'no della mia 
felicità!... Non sai che, per tre anni, lunghi e 
dolorosi, ho quasi aspettato, ho quasi deside- 
rato.... si, quasi desiderato.... la sua morte, per 
potermi vendicare di te.... e di lui!... È una 
cosa miostruosa, non è vero?... Ma tu eri trop- 
po occupata alla ricostituzione morale della tua 
vita, per poterti accorgere di tutto ciò!... E se. 
finalmente, mi sono sfog-ato.... mostrandoti il 
fondo dell'anima mia, è semplicemente perchè, 
ora, tutto è finito!... Finite le angoscie, finite 
le tentazioni di uccidere, fini/ta la febbre di ven- 
detta!... Ignito tuitto, capisci?... Tutto! Tutto! 
tutto!.... Ne ho avuto la prova, ne ho senitito 
la convinzione profonda, poco fa, quando, co- 
me hai visto, gii ho stretto la mano.... al tuo 
Saint-Airan ! 



Giulietta. 



Gerardo ! 



Gerardo. 
E credo.... anzi, sono sicuro.... di non aver 
mai provato tanto piacere stringendo la mano 



IL RTFUOTO 



a im u'omo!... Quella stretta.... mancava alla 
mia g^uarigione !... Adesso, non manca più 
nulla!... E. ora, l'hai avuta la spiegazione che 
sei venuta a reclamare da me, con tiutte le forze 
del tuo diritto, del tuo dolore, della tua gelo- 
sia... e dall'alto della tua coscienza... di quella 
nu/ova, beninteso!... Adesso, puoi continuare a 
chiamarmi l'orso, l'insensibile, il villano... tutto 
quello che vuoi!... Si. sono interamente insensi- 
bile a tutti g'H atti della tua vita.... Quello che 
hai fatto, quello che fai, quello che farai, io me 
ne infischio!... Oh. ma sai?... ]\Ie ne infischio 
su-per-la-ti-va-nien-te !... Percliè, vuoi sapere 
un'altra cosa?... Sì, è bene che tu sappia: ti 
sentirai un po' riabili*ata ai tuoi propri occhi : 
senti: non ostante la mia età. la mia volontà.... 
non ostante tutto, qualcosa di molto buono, di 
molto bello... è penetrato nel mio cuore: amo. 
capisci?... Amo, con tutto ciò che mi rimane di 
forza.... Amo aspramente, come se amassi per 
vendicarmi di te.... airio pii^i di quanto ti amavo, 
quando mi hai tradito.... e tu sai se io ti ama- 
vo!... Amo la mia amante, mille volte più di 
quanto tu hai amato l'amante tuo.... e l'amo 
per un pezzo,... cosa che tu non hai saputo fare; 
perchè, nella tua colpa, non hai avuto nemmeno 



ATTO PRIMO 65 

la scusa della continuità!... Anio!... Hai capi- 
to?... E. adesso, pooi andare a g-iocare al brid- 
ge!... Non ho più nulla da dirti! 

Giulietta. 
Eppure, è necessario.... 

Ger.\rdo. 
Bada : vien gente ! 



SCENA VII. 
P.^OLiNO e Detti. 



Che c'è? 

Posso ?.., 

Sì.... 
Buona notte ! 



Paolino 

entra con un vassoio e 
si ferma sulla porta. 

Gerardo. 



Paolino. 

indicando l'alcova. 



Gerardo. 



Gerardo entra nell alcova. 



64 IL RIFUGIO 

Giulietta. 
il necessario che io.... 

riF.RARDO. 

Xo ! ... Buona notte !... 

Giulietta, col fazzoletto sulle 
labbra per soffocare i singhiozzi 
si avvia lentamente per uscire. 
Senti.... 

Giulietta si ferma. 

1 elei^'rafa alla mamma. 

Giulietta. 
Sì. 

Gerardo. 
Dille che la tua l-ettera non voleva dir nulla.... 
che non è accaduto milla fra noi ! 

Giulietta. 
Sì. 

Gerardo. 
Che fra noi non accadrà mai nulla ! 

Giulietta. 
Sì. 

Gerardo. 
Buona sera ! 

Giulietta esce 



ATTO PRIMO 65 



SCENA Vili. 
Gerardo, Paolino. 

Paolino 

tornando dall'alcova. 

Devo accendere il fuoco ? 

Gerardo. 
Sì. 

Paolino. 
Qui, o in carniera ? 

Gerardo. 

Qui. 

Paolino 

in ginocchio davanti al ca- 
minetto, preparando il fuoco. 

Lei uscirà a cavallo domattina? 

Gerardo. 
Sì. 

Paolino. 

A che ora ? 

Ni<(JUK.\ii. Il rilugio. 5 



66 IL RIFUGIO 

Gerardo. 
Non so. 

Paolino. 
Aspetterò gli ordini... Non devo svegliarla? 

Gerardo. 

Sotto nessun pretesto.... 

Paolino va ad assicurarsi che 
la finestra è ben chiusa. 

Sono andati a letto tutti ? 

Paolino 
Sì, signore.... Ah, no!... i due giovani si- 
gnori discutono ancora sull'incidente d'automo- 
bile, nel fumoir.... Non ha più bisogno di nulla, 
signor padrone.... 

Gerardo. 
No. 

Paolino. 

Buona notte, signor padrone ! 

Esce. 



ATTO PRIMO 67 



SCENA IX. 
Gerardo, Dora. 

La scena, come tutto il resto 
della casa, è immersa nel si- 
lenzio. Gerardo, appoggiato al 
caminetto, con le braccia in- 
crociate, guarda attentamente 
la porta che gli sta di faccia. 
Dopo alcuni momenti d'immo- 
bilità, traversa la scena, va fi- 
no alla porta e ascolta : nessun 
rumore. Allora va alla tavola, 
e prende un libro. Ma, mentre 
sta per installarsi sul sofà con 
r intenzione di leggere, la por- 
ta si apre. Dora Lacroix, av- 
volta in un ampio mantello, en- 
tra, e rimane presso la porta, 
in ascolto, per assicurarsi che 
nessun rumore turba il silenzio. 

Gerardo 

correndo a lei. 



Dora ! 



Dora. 

Zitto!... Con chi hai parlato tanto f empo ? 

Gerardo. 

Con mia moglie ! 



68 IL RIFUGIO 



Dora. 
Ma che cosa accade? 

Gerardo. 
Nulla!... Come sei pallida! 

Dora. 
Che cosa accade ? 

Gerardo 

prendendola fra le braccia. 

Tu tremi ! 

Dora 

stringendosi a lui. 
Si.... perchè ho paura.... ho paura.... ho paui- 
ra di perderti!... Non voghilo.... non è possi- 
bile.... non è più possibile! 

Gerardo. 

Amor mio!... Amor mio, calmati!... Calma- 
li!... Ti voglio, tanto bene!... 

La tiene abbracciaui. 



CALA LA TELA. 



ATTO SECONDO. 

l^ medesima scena del primo atto, nel medesimo stato 
in cui gli spettatori l'hanno vista, quando è calato il sipa- 
rio. — La finestra è ancora ermeticamente chiusa. — Un 
solo lume, quello della tavola, illumina, debolmente, la 
scena. 



SCENA I. 
Gerardo e Dora. 



All'alzar del sipario, la scena è 
vuota. Dopo un momento, Ge- 
rardo e Dora escono dall'alco- 
va, e si dirigono verso la porta 
di destra, lentamente. Giunti 
davanti alla porta, si abbraccia- 
no lungamente, in silenzio. A 
un tratto, Dora si stacca bru- 
scamente da Gerardo, e sta in 
ascolto. 



Dora. 



Non senti ? 
Che cosa ? 



Gerardo. 



70 IL RIFUGIO 

Dora. 
Mi pare.... come un rumore di voci. 

Gerardo. 

Ma no, no ! 

Dora 

angosciata. 
Lo sento ancora.... 

Gerardo. 

P. il vento negli alberi ! 

Dora. 
Dio mio!... Ma che ore sono?... Si parla!... 
Odo parlare!... Ti dico che parlano! 

Gerajrdo. 

Sei nervosa, febbricitante.... 

Apre la porta. Si ode la voce 
acuta di Nina che chiama Dora. 

Dora 

terrorizzata. 

Dio! 

Gerardo. 
Ma come ? ... 

Corre alla finestra, e apre le 
imposte : la viva luce del sole 
penetra nella stanza 



ATTO SECONDO 



7' 



Dora. 
Ah! E ora, Gerardo?... E ora?... 



Che cosa fai ? 
Scendo.... 
Sei pazza! 
Mi pare.... 
Non vedi Nina? 



Gerardo 



Dora. 



Gerardo. 



Dora. 



Ck)rre verso la porta. 



fermandola a forza. 



Avvicinandosi alla 
finestra aperta. 



Gerardo 

è con lei alla finestra, e cerca 
di vedere sotto : sale un ru- 
more confuso di voci. 

Non si vede nessuno ! Bada di non farti ve- 
dere i 

Dora. 
È necessario che mi veda!... Morirebbe.... 
Lasciami scendere, te ne supplico!... Spieghe- 
rò.... dirò.... 



72 IL RIFUGIO 

Gerardo. 
Che cosa ? 

Dora. 
Non so.... Cercherò.... 

Gerardo. 

E son gli altri che troveranno ! 

Dora. 

E allora, che cosa faremo?... Che cosa fa- 
remo ?... 

Gerardo 

con rabbia. 

Ah!... Presi.... presi.... come dive bambini im- 
becilli ! 

Dora 

i>l colmo dello spavento. 

Salvami, Gerardo!... Risparmiami lo scan- 
dalo.... lo scandalo uimiliante, ridicolo, che di- 
sonora.... e che uccide!... Ah! lutto! tutto!... 

ma lo scandalo, no ! 

Suona il telefono : 
spaventatissima. 

Non rispondere!... Non rispondere nulla!... 

Chiudi la porta a chiave.... Presto!... Bisogna 

che nessuno salga! 



ATTO SECONDO 73 

Gerardo. 
Sta zitta!... Aspetta!... 

Dora. 

Se qualcuno entra.... m'indovinerà qui! 

Gerardo. 
Calmati! Calmati, te ne supplico! 

Suona ancora il telefono. 

Qualcuno salirà certamente ! 

Dora. 
Non voglio! Non voglio!... 

Gerardo. 
Aspettami, Dora: lasciami fare!... Bisogna 
pmre che enjtrino, e che nessuno ti veda!.... Al- 
lora, continueranno a cercarti altrove; e, forse, 
avremo tempo di trovare una via di salvezza!... 
Lasciami fare: vai di là.... 

Accenna all'alcova, 
nel salottino che è in fondo.... l'ultimo! 

Dora. 
Ma che cosa farai? 

Gerardo. 

Quello che sarà necessario ! 



74 IL RIFUGIO 



Accompagnandola 
verso l'alcova. 

Va'.... e giurami di non venir qui se io stesso 

non ti chiamo!... Giuramelo! 

Dora. 
Te lo giuro!... Salvami, Gerardo.... salvami! 

Gerardo. 
Va presto ! 

Dora scompare. Momento di 
silenzio. Gerardo spegne il lu- 
me. Si bussa. 

Avanti ! 



SCENA II. 
Gerardo e Paolino. 

Paolino 

entrando, molto spaventato. 

SigTior padrone.... non ha sentito nulla? 
Gerardo 

accennando al telefono. 
Stavo per rispondere I 

Paolino. 

Domando se non ha sentito nulla di quello 
che accade! 



ATTO SECONDO 75 



Gerardo. 

Che cosa accade? 

Paolino. 

Oh ! . . . una disgrazia certamente ! 

Gerardo. 
Ma che cosa? 

Paolino. 
La signora Lacroix, la piccina, è entrata sta- 
mani, come al solito, nella camera di sua so- 
rella.... Sua sorella non c'era, e il letto era an- 
cora intatto... La signorina s'è messa a grida- 
re comie ima pazza.... Siamo corsi tutti, ed è 
stato constatato che gli oggetti e gli abiti della 
signorina Dora erano lì, eccetto un peignoir 
rosa e un mantello.... Allora, ci siamo spaven- 
tati tutti.... La povera piccina è caduta come 
morta.... 

Gerardo. 
Dov'è il signor Lacroix? 

Paolino. 
È il più spaventato.... perchè pare che, ieri 
sera, abbia avuto una discussione molto vivace 
con sua figlia.... e, allora, tiDtti temono che.... 



-6 JL RIFUGIO 

Gerardo. 

Ma dov'è? 

Paolino. 

È andato a S. Raffaello ad avvertire la poli- 
zia. 

Gerardo. 
Oh!... E gli altri dove sono? 

Paolino. 
Sono in giro.... alla ricerca della signorina 
Dora.... 

Gerardo. 
Scendo subito ! 

Paoli.no. 

Ila bisogno di me ? 

Muove il passo verso l'alcova. 

Gerardo 

tagliandogli la strada. 

No: non ho bisogno di nessuno!... Scendi, e 
fai attaccare ! 

Paolino. 
Tutte le vetture sono fuori ! 



ATTO SECONDO 77 



Gerardo. . 

Va a sentire come sta la piccina! 

Paolino. 
Ne veng;o.... Non va bene, e il medico.... 

Gerardo. 

InsoTntma. scendi, scendi.... Ascolta.... Cerca 
la sis^nora. e pregala di venire da me. 

Paolino. 
Eccola !... 

Esce, mentre entra Giulietta. 



SCENA III. 
Gerardo, Giulietta. 

Giulietta. 
Sai quello che accade? 

Gerardo. 
Sì. 

Giulietta. 
]Mi permetti di rivolgenti una preghiera? 



78 IL RIFUGIO 



Gerardo. 
Parla. 

Giulietta. 
Ti prego di dimenticare il nostro colloquio di 
ieri ! 

Gerardo 

impazientito. 

Non si tratta di questo! 

Giulietta. 

Sì: si tratta di dimenticar tutto.... per un'ora, 
o per una giornata, non so.... e di aiutarmi! 

Gerardo. 

In che cosa? 

Giulietta, 

Giù, c'è una mamma accasciata dall'angoscia, 
e una bambina in uno stato che mi spaventa.... 
Non puoi.... non devi rimanere indifferente.... 
Io ho esaurito tutte le forze, tutte le risorse che 
erano in me : non trovo più nulla da dire : tu 
troverai delle parole di ragione e di pace... Que- 
sto, son venuta a chiederti : non li lasciar soli, 
sotto il peso schiacciante di una simile respon- 
sabilità.... C'è una niamma che soffre: in nome 



ATTO SECONDO 79 

della tua mammia, ti prego di andarle a parla- 
re.... È il tuo dovere.... Sii buono.... Io.... io 
non sono più buona a nulla!... Sono finita!... 
Non ne posso più! ....Ti assiciu-o, non ne posso 
più ! . . . 



Giulietta. 



Gerardo 

dopo un silenzio. 



Giulietta. 

Non rifiutare!... Gli altri non devono soffrire 
dei nostri dissidi.... 

Gerardo. 

Ieri.... ieri sera, sono stato crudele con te! 

Giulietta 



Gerardo ! 

Gerardo. 
Ne sono dispiacente! 

Giulietta 

Oh! 

Gerardo. 

Sì, sono stato molto duro ! 



sorpresa. 



commossa. 



8o IL RIFUGIO 



Giulietta. 
Eri nel tuo diritto ! 

Gerardo. 

Non avrei dovuto usare del mio diritto così 
brutalmente ! 



Giulietta 



felice, con le lacri- 
me nella voce. 



Io... non trovo le parole per ringraziarti 
quanto vorrei della tua bontà.... Grazie, Gerar- 
do!... Non so dirti altro: Grazie!... E.... sai.... 
se un g'iorno.... un giorno lontano.... il giorno 
che vorrai.... tu mi offrirai il mezzo di ottenere 
il tuo perdono.... No, ....non il tuo perdono.... 
Non si perdona mai, lo so.... non si può... ma. 
insomma, di riconquiistare un po' della tua ami- 
cizia, della tua indulgenza, della tua stima.... 
Oh, se tu me ne offri il mezzo, vedrai con che 
fervore, con che imiiltà.... 

Gerardo. 

Ne sei sicura ? 

Giulietta. 
Sì. Gerardo: ne sono sicura! 



ATTO SECONDO 8l 



Gerardo. 

Ebbene.... ti offro questo mezzo! 

Giulietta. 
Davvero ? 

Gerardo. 

Si : ti offro questo mezzo, chiedendoti un sa- 
crificio che, forse, vogHo sperarlo, non sarà 
troppo grande per te ! 

Giulietta. 
Nessun sacrificio sarà troppo grande!... Dim- 
mi che cosa vuoi ! 

Gerardo. 
E, in cambio di quello che voglio, tu avrai la 
mia stima, la mia amicizia.... anche la mia gra- 
titudine. 

Giulietta. 
Che cosa esigi ? 

Gerardo. 

Non interrogare : prometti ! 

Giulietta. 
Mah!... 

NicoDEMi. Il rifugio. 6 



82 H. RIFUGIO 

Gerardo. 

Come?... Discuti già? 

Giulietta. 
Prometto ! 

Gerardo. 

Solennemente ? 

Giulietta. 
Si : parla ! 

Gerardo. 

E manterrai lealmentte la tua promessa? 

Giulietta. 
Sì, lealmente! 

Gerardo. 

Ho la tua parola ? 

Giulietta. 
Hai la mia parola.... Ma parla, parla!... 

Gerardo. 
Siedi lì ! 

Giulietta siede alla tavola. Ge- 
rardo le dà una penna, e le 
mette davanti un foglio di 
carta. 

Scrivi all'avvocato Letrrandj 



ATTO SFXONDO 83 

Giulietta, 



All'avvocato... ? 

Gerardo. 
Sì.... 

Caro avvocato, e caro amico. 

Giulietta. 
Poi....? 

Gerardo. 
Poi.... 



Detiando. 



Esita. 



Giulietta. 

Non hai coraggio?... È, dunque, una cosa 
così terribile ? 

Gerardo. 
Ma no!... Pregalo, con delle ragioni inconfu- 
tabili, di presentare immiediatamente al Procu- 
ratore della Repubblica una domanda di divor- 
zio contro di me. 

Giulietta. 
Gerardo ! 

Gerardo. 
Scrivi ! 



IL RIFUGIO 



Giulietta. 
No!... Questo, no!... Questo, no! 

Gerardo. 
Scrivi!... È necessario!... Guardami bene! 
Capiscimi bene! ...\'edi?... È necessario! 

Giulietta 

con un urlo. 

Dora...?! 

Gerardo. 
Sì. 

Giulietta. 
È la tua aman... ? 

Gerardo. 

Sì! 

Giulietta. 

Ed è qui ? 

Gerardo. 

.Si.... Scrivi: ...te lo impongo!... Scrivi con- 
tro di me, o io scriverò contro di te.... Non ci 
guadagnerai nulla ! 

Giulietta. 
Allora, vorresti?... 



ATTO SECONDO »5 

Gerardo. 

Non domandar nuilla, non chieder nulla : è 
inutile!... Mantieni la tua promessa... Bisogna 
salvarla! Non voglio che sia perduta! 

Giulietta. 
Potresti dire piuttosto che non vuoi perderla! 

Gerardo. 

Non voglio perderla, perchè l'amo!... Non 
è colpa niiia : non si può far nulla contro l'a- 
more... Tu ne sai qualche cosa. ...Scrivi.... è 
necessario ! 



Giulietta 

Lasciami riflettere ! 

Gerardo. 

Non c'è nulla da riflettere! 

Giulietta. 
Dammi un'ora di temipo ! 

Gerardo. 

Non un minuto ! 

Giulietta. 
Sei inesorabile! 



supplicando. 



S6 TI. RIFl'Cli) 

Gerardo. 
Inesorabile, sì!... Scrivi! 

Giulietta. 
Allora, è la fine!... La fine di tutto?... 



Presto ! 



Gerardo. 



Giulietta 



comincia a scrivere. Poi, a un 
tratto, strappa il foglio, butta 
via la penna, si alza. 

Ebbene, no!... Xon vog'lio!... Non voglio!... 
Non vog'lio !... 

Gerardo. 

Co/nimett.i una viltà! 

Giulietta 
Avrei sacrificato tutto al tuo dolore.... non 
vog'lio sacrificar nulla alla tiia amante!... Alla 
rnàa colpa passata, tu opponi una colpa simile, 
più grave, più brutale!... Siamo pari! 

Gerardo. 

Ti saprò costring'ere !... Scriverò io, e su- 
bito ! 



ATTO SECONDO 87 

Giulietta. 
Non puoi scrivere nuilla : non hai nessuna pro- 
va!... Tu sai ...e basta!... E se questo può es- 
sere sufficiente per soffrire, non è sufficientie per 
divorziare ! 

Gerardo. 
Sei una miserabile ! 

Giulietta. 
Tu mi chiedi la rinunzia a tutto.... a tutta la 
vita.... nel niomiento stesso in cui mi fai sapere 
che non hai più il diritto, la possibiUtà di chie- 
dermi nulla ! Rifiuto ! 

Gerardo. 

Metti fra noi due rinseparabile ! 

Giulietta. 
Ma lo metto anche fra te e lei ! 

Gerardo. 
Ascoltami! 

Giulietta. 
No! 

Gerardo. 
Vattene ! 

Si bussa alla porta. 

Che c'è ancora? 



88 IL RIFUGIO 

Paolino 

entra, dà un telegramma a 
Giulietta, e dice a Gerardo. 

Il signor Saint-Airan insiste per esser rice- 
vuto dal signor padrone ! 

Gerardo. 
Ah!... Sì!... 



Paolino esce. 



Tanto meglio, o tanto peggio ! 



Giulietta 

dando il telegramma a Gerardo. 
Tua madre annunzia il suo arrivo ! 

Gerardo 

spaventato. 
Cosa?... Questo è il colpo di grazia! Devi 
esser contenta dell'opera tua! 

Giulietta. 
Potrai parlare del divorzio.... con lei!... Co- 
nosci le sue idee su questo argomento!... Ti ri- 
sponderà per me! 

Gerardo. 
Sei cattiva ! 

Giulietta. 
Ti assicuro che ne ho il sacrosanto diritto! 



ATTO SECONDO 89 

Gerardo. 
Allora, vuoi la si^nerra?... La guerra senza 
tregua, e senza pietà ? 

Giulietta. 
Non so.... non so nulla! 

Gerardo. 
E sia!... Ma sarà fra noi due: lei non ci deve 
entrare.... non deve soffrirne.... Lo scandalo la 
rovinerebbe, la ucciderebbe forse.... 

Giulietta. 
L'hai provocato tu, lo scandalo ! 

Gerardo. 

E io lo soffocherò.... a qualunque costo!... 
Ma tu, non una parola!... Proimettimielo ! 

Giulietta. 
Non una parola : sta bene ! 

Giulietta esce. Sulla porta, in- 
contra Saint-Airan che s'in- 
china. 



yo II. RIFUGIO 



SCENA IV. 
Gerardo, Saint-Airan. 

Saint- AiRAN. 
Ho qualche cosa da dirti ! 

Gerardo. 
Anch'io.... Comincia pure! 

Saint-Airan. 
Vengo da te spinto da un'idea! 

Gerardo. 
Sentiamo l'idea ! 

Saint-Airan. 
Un'idea strana, curiosa, contro la quale mi è 
stato impossibile di lottare.... Sai?... Una di 
quelle idee che corrono su tutta la pelle.... un'i- 
dea-briv'ido ! 

Gerardo. 
Basta!... basta con le circonlocuzioni!... Par- 
la! spicciati.... 

Saint-Airan. 
Hai uno strano tòno ! 



ATTO SECONDO 9I 



Gerardo. 
Ho il tòno di un uomo che vorrebbe né sen- 
tire, né dire parole inutili ! 

Saint-Airan. 
Sono interamente della tua opinione!... Il 
nostro colloquio, del resto, non potrà esser lun- 
go ! 

Gerardo. 
Lo spero ! 

Satnt-Airan. 
Non quanto lo spero io!... Ecco di che si 
tratta.... I Lacroix dovevano partire oggi: so- 
no venuto a prenderli, ho trovato la casa in uno 
stato di confuisione pazza.... Ma tutto questo 
lo sai, non è vero ? 

Gerardo. 
.... Continua; e, se è possibile, concludi. 

Saint-Airan. 
M'infonno della causa di questa confusione, 
e mi si dice che la signorina Dora Lacroix, 
mia fidanzata, è scomparsa dalla casa, dal pae- 
se, dal mondo!... Confesso che, non ostante la 
mia vecchia abitudine di non sorprendermi di 
nulla.... 



92 IL RIFUGIO 

Gerardo. 
Conclusione ? 

Saint-Airan. 
Semiplicissima !... Credo mediocremente alle 
sparizioni : dirò meglio : non ci credo affatto ! 

Gerardo. 

E allora ? 

Saint-Airan. 
Allora, mientre gli altri cercavano a destra e a 
sinistra; mentre frugavano i boschetti e i corsi 
d'acqua; menitre interrogavano il mare e la fo- 
resta; mentre mobilizzavano la polizia di non 
so dove.... io ero assalito da un sospetto stra- 
nissimo, lo ripeto : un sospetto direi quasi fi- 
sico.... un sospetto d'uomo, di maschio.... Mi 
si è presentato con la forza di una rivelazione; 
e, senza esitare, sono salito direftto da te, per 
chiederti notizie della scomparsa.... per farti 
questa semplice domanda: dov'è? 

Gerardo. 
Qui! 

Saint-Airan 

movendosi violentemente 
verso Gerardo. 

Cosa dici ? 



ATTO SECONDO 93 

Gerardo 

guardandolo in faccia. 



Che c'è ? 



Saint-Airan 

ricomponendosi subito. 

Nulla!... Nulla!... Sono stato sorpreso di 
scoprire quello che sapevo : è una cosa grotte- 
sca, ma è passata!... Ti chiedo anzi scusa di 
quel movimento del tutto puerile.... Chiacchie- 
riamo un po', se non ti disipiace.... 

Gerardo. 

Pochi momeniti fa, un'altra persona, mia mo- 
glie, è stata presa improvvisamente dalla stessa 
idea-brivido, dallo stesso sospetto fisico, comie 
tu Io chiami!... Vi siete incontrati ancora una 
volta ! 

Saint-Airan. 
Mi sembra inutile di mischiare.... 

Gerardo. 
Mia moglie a tutto quesito, eh?... No, non è 
inutile!... Noi ci troviamo uno di fronte all'al- 
tro.. . per l'ultima volta, spero: profittiamone, 
per dire tutto.... per liquidare tuibto nettamente 
equamente, definitlvamentie ! 



94 IL RIFUGIO 



Saint- AiRAN. 
Ho paura che.... 

Gerardo. 
Niente paura!... Per mia volontà, non è ac- 
caduto nulla, l'altra volta: bisogna che, per vo- 
lontà tua, non accada nulla, oggi! 

Saint- AiRAN. 
Il che vuol dire?... 

Gerardo. 

Il che vuol dire.... che esigo.... 

Saint- Airan. 
Bada alle parole ! 

Gerardo. 
.... che esigo, formalmiente, che tu agisca co- 
me ho agito io.... che tui ti metta da parte, co- 
nve mi sono messo da parte, io!... In una pa- 
rola, bisogna che il tuo dispetto, per grande 
che possa e&sere, non faccia più rumore di quan- 
to ne fece, altra volta, la mia sofferenza.... Hai 
capito ? 

Saint- Airan. 
No : non interamente. 



ATTO SECONDO f)5 

Gerardo. 

Hai torto ! 

Saint-Airan. 
Può darsi; ma non ho capito interamente. 

Gerardo 
Questo colloquio è penoso e pericoloso : io 
ti consigiio ima linea di condotta savia.... Se- 
guila ! seguila, per il bene di tutti ! 

Saint-Airan. 

Vorrei che tu mi dicessi in termini chiari, sem- 
plici, precisi, quello che vuoi ! 

Gerardo. 
Te l'ho detto!... Credi a me: non discutia- 
mo.... non approfondiamo.... non ci urtiamo 
più del necessario ! 

Saint-Airan. 
Eppure, bisogna.... 

Gerardo. 
Come VUOI!... Dopo gli avvenimenti che si 
sono prodotti, il tuo matrimonio è divenuto imi- 
possibile ! 



96 IL RIFUGIO 

Saint-Airan. 
Ah!... Ecco, finalmente, qualcosa di vera- 
nnente chiaro!... Continua. 

Gerardo. 
Per non aggravare lo scandalo che da tutto 
questo potrebbe nascere, è indispensabile che 
tu richieda la tua parola al signor Lacroix, e 
che tu giiela richieda subito, priniia della tua 
partenza da qui. che dev'essere immediata. 

Saint-Airan. 
Sono queste le condizioni? 

Gerardo. 
Invariabili.... e indiscutibili! 

Saint-Airan. 
Un tdtimatU'ni? 

Gerardo. 
Proprio così ! 

Sai.mt-Airan. 
Allora, sei sicuro d'aver pescato il prò e il 
contro della questione? 

Gerardo. 

Sicurissimo ! 



ATTO SECONPO - 97 

Saint-Airan. 
E non trovi nulla da aggiungiere ? 

Gerardo. 
Non cerco nemmeno! 

Saint-Airan. 

Benissimo!... Tu hai considerato le cose con 
la tua log-ica, che è troppo personale, troppo 
esckisiva.... Vuoi che a mia volta.... 

Gerardo. 
Noi stiamo per entrare in una discussione 
senza uscita possibile.... Credi a me, fermia- 
moci ! 

Saint-Airan. 
Non ancora!... Esamineremo le cose, se non 
ti dispiace. Una ragazza.... Ma.... nessuno può 
sentirci, qui. non è vero ? 

Gerardo. 
Nessuno ! 

Saint- AiRAX. 
Graz-ie!... Dunque, una ragazza, una fidan- 
zata, sparisce da ima casa onorevole, abitata da 
dieci o quindici persone onorevoli.... Si cerca 

Nkoul.mi. // rijugio. 7 



98 TL RIFUGIO 

la scomparsa col maggiore apparato possibile; 
e si finisce naturalmente per ritrovarla, insieme 
con le vere cause della sua sparizione.... Qreste 
dieci o quindici persone, per quanto onorevoli, 
sono gente normale, fat'a come tutte le per- 
sone di questo mondo.... Con qual legge uma- 
na o sovruimana potremo impedir loro di chiac- 
chierare?... Per quale miracolo, potremo far si 
che rinunzino al piacere di commentare, di esa- 
gerare un fatto di cronaca mondana così am- 
mirevole, e così saporito?... Sarebbe un mira- 
colo di esecuzione troppo difìfìcile : non ne par- 
liamo neppure!... Lo scandalo è dunque, per 
ora, un fatto positivo e irrimediabile. 

Gerardo. 
Tu esageri ! 

Saint-Airan. 
Niente affatto!... Ma lasciami finire!... Prima 
ancora che si sappia dove si era nascosta la ra- 
gazza, il suo fidanzato, secondo il tuo consigho, 
richiede bruscamente la sua parola.... rompe il 
matrimonio e scappa.... Sul serio, francamente, 
non hai proprio trovato nulla di meglio per non 
aggravare lo scandalo?... Ma mi pare che il 
tuo mezzo.... 



ATTO SECONDO 99 

Gerardo 
Ne avresti forse un altro che conduca allo 
stesso risultato ? 

Saint- AiRAN. 
Sì!... Il solo, il vero mezzo, eccolo qui: bi- 
sog'na che la signorina Lacroix e la sua fami- 
glia, partano oggi per Parigi. 

Gerardo. 

Poi...? 

Saint- AiRAN. 
Poi, parto anch'io, o parto insieme con loro, 
come era stato deciso; e, all'ora stabilita, nel 
giorno scelto da lungo tempo, conduco la si- 
gnorina Lacroix al Municipio, poi, in Chiesa; 
e, subito dopo, le faccio fare il giro dei laghi 
italiani, o il giro del mondo.... Non mi sono 
ancora del tutto deciso su questo puato.... 

Gerardo. 
11 tuo scherzo è.... 

Saint- Airan. 
Non c'è nessuno scherzo in quello che dico... 
La situazione è cinica... da qualunque parte si 



IL RIFUGIO 



prenda.... Io la guardo cinicamente.... Sono io 
nella verità.... Sono io che evito lo scandalo, il 
brutto scandalo che ti farebbe poco onore, che 
mi coprirebbe di ridicolo, e che rovinerebbe per 
sempre quella disgraziata!... Tu \uoi che non 
si sappia nulla?... Non si saprà nulla!... Ma la- 
sciami fare ! 

Gerardo. 
AJlora, il matrimonio.,., o io scandalo? 

Saint-Airan. 
Il matrimonio.... quel matrimonio, che è per 
me la salvezza.... il porto nel quale devo rifu- 
giarmi in fretta, se non voglio naufragare... Ho 
irremissibilmente deciso di non naufragare. 

Gerardo. 
E puoi credere che lei...? 

Saint-Airan. 
Lasciami parlare. 

Gerardo. 
A che prò? 

Saint-Airan. 
Per arrivare ad intenderci I 



ATTO SECONDO 



Gerardo. 

Non lo sperare ! 

Saint- AiRAN. 
Vedremo!... Sì: questo niatrinionio, è la con- 
clu'^ione inevitabile della mia lunga carriera 
d'inutilità : ferma, imipedisce la mia rovina.... 
Quella donna mi restituisce in una sola volta 
quello che ho dato, pazzamiente, a tutte le don- 
ne : questa partita, mi restituisce in un sol col- 
po tutto quello che ho perso a tutV i g-iuochi ; 
quest'affare, riempie inferamente il vuoto che ho 
scavato con le mie mani troppo prodig'he !... 
Questo matrimonio è diventato la mia rag"ione 
di essere e me lo sono fabbricato con im'inge- 
gnosità laboriosa e infaticabile, come si fab- 
brica una casa.... l'ultima casa che si deve abi- 
tare.... 11 vecchio Lacroix è sedotto.... sua mo- 
glie mi ammira, e mi venera.... Li ho conqui- 
stati tutti e due.... adesso teng(jno a quiesto ma- 
trimonio come alla loro vita.... La loro fìg'liuo- 
la vecchia di ventotto anni, en^ra, insperata- 
mente in un mondo, in un gran mondo, che 
le era chiuso... Quanto a me, ascoltami bene: 
è una confessione grave che merita la pena di 
essere ascoltata.... Questo matrimonio è per me 



IL RIFUGIO 



la liberazione!... Firmandone il contratto, è 
come se avessi firmato un nimnero infinito di 
chèqucs a data fissa, sopra una banca nella qua- 
le non ho fondi depositati.... Bisogna dunque 
che, a (juella data, i titolari di quegli chcqncs 
possano riscuoterli ; bisogna che la mia prov- 
visione.... un'enorme provvisione di danaro.... 
sia ristabilita.... Hai capito?... Prender mog^lie, 
o cadere: era questo il dilemma!... Fra le due 
soluzioni ugualmente grotìtesche ho scelto la 
prima: il matrimonio.... questo matrimonio. 
Alle tue ragioni, stranamente sentimentali, op- 
pongo le mie ragioni vitali, amaiiinistrative.... 
capitali.... E puoi esser certo che saprò farle 
valere non ostante tutto e tutti.... contro tutto, 
e contro tutti! 

Gerardo. 
Ti ho dato finora delle prove incontestabili 
del mio spirito conciliativo... Continuo... M'im- 
pongo di rimaner calmo.... Puoi immaginare se 
mi è penoso rivolgerti una preghiera.... eppu- 
re, ti prego, sì, ù prego di accondiscendere 
senza discutere a quello che ti chiedo. 

Saint-Airan. 
Rinunziare a ques-to matrimonio ? 



ATTO SECONDO IO3 

Gerardo. 

Rinunziarci, semipliceniente, in silenzio.... 

Saint-Airan. 
Non stiamo perdendo il nostro tempo? 

Gerardo 
Questo matrimonio è inammissibile! 

Saint-Airan. 
No, dal momento che io lo ammetto ! 

Gerardo. 
Questo matximonio è mostruoso ! 

Saint-Airan. 
Perchè mai ? 

Gerardo. 
Perchè tu vali qualcosa di meglio di quello 
che vuoi parere ! 

Saint-Airan. 

Non valgo nulla di m^eg^lio, e nulla di peggio ; 
sono quello che mi fanno gli avvenimenti ! 

Gerardo. 

Non è vero!... Non puoi mancare di dignità 
e d'onore lino a quesito punto! 



I04 IL RIFUGIO 

Saint- AiRAN. 

Lasciamo da parte le parole grosse ! 

Gerardo. 

Sono parole giuste ! 

Saint-Airan. 

Allora, perciiè non applichi a te stesso il loro 
significato, prima di applicarlo agli altri? 

Gerardo. 
Che cosa vuoi dire ? 

Saint-Airan. 

Ti consideri un uomo d'onore, tu? 

Gerardo. 
Non si tratta di me ! 

Saixt-Airax. 

Se tu, uomo d'onore, hai potuto continuare 

a essere il marito di una donna che è stata la 

mia amante.... perchè non potrei diventare! io, 

il marito di una donna che è stata l'amante tua? 

Gerardo. 
Vuoi, dunque, che ci dilaniamo come bestie 
feroci ? 



ATTO SECONDO I05 

Saint- AiRAN. 
Siamo qui per dirci t'Jitto, e per liquidare 
tiDtto!... Sei tu che hai fatto la proposta: son 
io che ho il coraggio di foi-mularla ! 

Gerardo. 

Vuoi famii perdere ogni ritegno, esagerando 
per gusto, la mancanza in te di ogni senso mo- 
rale ? 

Saint-Airan. 

Ma non parlare di senso morale!... Non ne 
abbiamo né io. né tu, né gli altri.... Sono stato 
l'amante di una donna maritata.... della moglie 
di imi amico.... Che cosa c'è di così enorme in 
quello che ho fatto?... Ho comnesso un atto 
assolutamen'ie conforme ai nostri gusti, ai no- 
stri costumi, alle nostre abitudini!... Ma tu.... 
tu ricevi in casa tua, nel domicilio conjugale, 
una ragazza che é sacra tre volte : sacra, per- 
chè fidanzata.... perchè ragazza.... e perchè in 
casa tua.... e ne fai la tua amante!... Anche 
questa, forse, è una cosa che è nei nostri gustai; 
ma non è ancora initeram^ente stabilita nei no- 
stri costumi!... Tu commetti questa azione.... 
e, poi, severamente mi parli di senso morale, e 
mi accusi di non averne!... Andiamo, via!... 



Io6 IL RIFUGIO 



Facciamola finita!... Non siamo mica ragazzi!... 
E questa farsa della dignità, dell'onore, e del 
senso morale, ha durato abbastanza! 

Gerardo. 
Tutto.... ha durato abbastanza!... Ho avuto 
torto, infatti, di crederti nii:..;liore di quello che 
sei.... E già che non vuoi liquidare il nostro 
vecchio conto con un atto di rinunzia.... 

Saint-Airan. 

Ma lascia stare il passato!... Non puoi eserci- 
tare nessuna azione rivendicatoria : hai lasciato 
cadere in prescrizione tutti i tuoi diritti!... Bi- 
sognava far il gesto eroico, subito, quando hai 
saputo.... quando hai ben sapitto.... la verità. 
Io non mi sono sottratto a nessuna responsa- 
bilità : avevi il me^zo classico per vendicarti ! 

Gerardo. 

Il duello !... ^'ero ?... Il duello cavalleresco?.. 
Bisognava, secondo te, far della cavalleria con 
un uomo della tua specie?... Ebbene, no!... Per 
l'azione bassa e ingiusta che avevi premedita- 
ta freddamente, e che avevi commesso conitro 
di me. ti consideravo come un traditore.... e 
come un ladro! E non ho l'abitudine di batter- 
mi coi ladri, o con i traditori ! 



ATTO SFXONDO 



Saint- AiRAN. 
Ah!... Bada! 

Gerardo. 
Non mi sono battuto coin te, perchè stimo 
inicfuo e ridicolo che si deva esporre la vita per 
vendicarsi di nn nomo che ha insultato, calpe- 
stato, lordato per sempre, un'amicizia profonda 
e una solida buona fede : per vendicarsi di nn 
uomo che ha tolto l'unilà, l'armonia, l'esisten- 
za intiera di una famiglia!... Coloro che sciu- 
pano e distruggono quello che tu hai sciupato 
e distrutto.... per il solo perverso gusto d'a- 
vere nuda nel proprio letito la moglie di un ami- 
co, meriterebbero una pena particolarnuente in- 
famante.... meriterebbero un castigo simile a 
quello degli incendiari sterili, che bruciano una 
casa unicamente per godere lo spettacolo delle 
fianmie!... E, poi, non mi sono ba*,tufto con te, 
perchè avevo paura... Sicuro!: una paura ter- 
ribile, una paura ripugnarute di essere ucciso da 
te.... e di meritarmi, con una morte stupida, il 
ridicolo Purgatorio dei Menelai.... tragici! 

Saint-Airan. 
Avevi il diritto legale di sopprimermi, senza 
batterti!... Che cosa volevi di più? 



I08 IL RIFUGIO 



Gerardo. 

Si. ave\'o il diritto di ucciderti come nn cane 
an-al)l)ia*o !... E non l'ho fatlto, perchè il tuo 
delitto, per la sua stessa volii'arità, non è pas- 
sibile della pena di morte!... Non ho fatto nulla 
né contro di te, né contro quella sciagurata che 
tui hai prostituito, senza amore e senza m'ioja. 
per delle ragioni così alte che non saresti ca,pace 
di capire : per un sentimento di profonda pietà 
verso qualcuno la cui vita é molto al di sopra 
della mia e della tual... Xon ho fatto nulla per 
uno sforzo supremo della mia volontà iinmu- 
tabilniente oneslta.... e tu me lo rimproveri?... 
Xon ho fatto nulla per probità, per sentimento 
di pulizia, per non spargere intorno a me, in- 
torno a noi. l'immondizia.... E tu me lo rimpro- 
veri?... Ho lungamente, duramente espiato il 
tuo peccato... e tu mi dai, oggi, l'atroce rimor- 
so di non averti ucciso!... Smettiamo!... Smet- 
tiamo, sarà n-iicg-lio !... Ti assicuro che sarà 
m.egiio ! 

Saint-Airan 

calmo. 

Come credi ! 



ATTO SECONDO lOg 

Gerardo. 
Xo!... Aspetta.... Aiscolta.... Io ignoro in 
quali condizioni hai concluso il matrimonio... 

S.'MNT-AlRAN. 

Xon ti rii^uarda ! 

Gerardo. 
Ignoro la cifra della dote che sei riuscito a 
farti promettere dal sii^nor Lacroix 

Saint-Airan. 
Xon hai nessiui bisoijìio di saperlo ! 

Gerardo. 

Rinunzia al tuo disegno.... \"attene... scom- 
parisci dalle nostre vite : e io m'impegno a con- 
segnarti, nelle ventiquattro ore, l'ammontare 
della dote, qualnnque essa sia ! 

Saint-Airan. 
Mi offri un singolare indennizzo! 

Gerardo. 

Ti offro quello che cerchi : del danaro, molto 
danaro ! 

Saint-Airan. 
Quello che possiedi non bas',a ! 



IL RIFUGIO 



Gerardo. 
Basterà!... T.a tua avidità non mi spaventa!... 
Fissa la cifra!... Te lo Hpeto : fissa la cifra 
qualunque essa sia!... Su. cora.^s'io !... ([ualun- 
que essa sia ! 

Saixt-Airan 

freddo, ironico. 

L'ami, ddunque, a questo punto ? 

Gerardo. 

L'anno al di là di questo punto.... al di là di 
totto!... Te lo dfco ingenuamente: puoi farmi 
il ricatto che vuoi!... Sì, l'amo!... Te lo j^rido, 
te lo urlo, perchè non ^i rimanga né l'ombra 
di un dubbio, né l'ombra di una speranza!... 
Sì, te l'ho presa.... te l'ho portata via: in sulle 
prime, era, forse, una profonda rappresaglia 
del cuore che mi spingeva verso di lei : era la 
fretta inconsapevole, potente, invincibile, di 
vendicarmi finalmente di te!... E non immagi- 
nerai mai la gioja selvaggia che ho prova/to 
poco fa, dicendoti che è qui!... Sì. te l'ho por- 
tata via.... e vorrei che tu l'amassi per avertela 
portata via di più!... La rivincita sarebbe stata 
più completa!... Ma quando l'ho sentita così 
prodigiosamente, così maravigliosamente mia, 



ATTO SECONDO 



mi son messo ad amarla come si ama quando co- 
mincia a far buio nella vita!... E, da um miese 
a questa parte, tu^'ite le notti, qui, è stata mia, 
tutta mia, interamente mia!... Si è data a me 
in un pieno abbandono di sé stessa, e di ttitti!... 
E ora sono il padrone unico della sua gioventù, 
della sua bellezza, della sua carne, che tu non 
toccherai!... L'amo, la posseggo, e. la voglio 
possedere ancora, lungamentie, sempre!... E, 
anche se te la dovessi disputare col coltello in 
mano, ti giuro, perdio!, che non l'avrai!... Sei 
disposto a lottare? 

Saint-Airan 

freddo. 
Disperatamente ! 

otERARDO. 

Dovrai lottare contro Dora in persona!... 
Perchè non basta che suo padre voglia costrin- 
gerla.... che tu voglia costring-erla.... che il 
mondo intiero voglia costringerla!... è necessa- 
rio che essa stessa consenta!... E non consen- 
tirà.... non può più consentire! 

Saint-Airan. 
Consentirà, perchè il rifiuto le costerebbe 



IL RIFUGIO 



troppe u/niiliazionj, troppo scandalo, troppi do- 
lori! 

Gerardo 

furibondo 

È un ricatto odioso ! 

Saint-Airan. 
È Hutto quello che vuoi ; ma io tenderò infles- 
sibilmentie verso quello che è ormai il solo sco- 
po della mia esistenza! 

Gerardo. 
Saprò spezzarli, prima che tu lo raggiunga! 

Saixt-Airan. 

Rinunzierò soltanto quando mi avrai fatto a 
pezzi ! 

Gerardo. 
Vuoi, dunque, che ti gridi essa sitessa il suo 
rifiuto, e il suo disprezzo ? 

Saint-Airan. 
Sì : vorrei sentirla ! 

Gerardo. 
La sentirai ! 



ATTO SECONDO I 13 

Saint- AiRAN. 
Anch'io, forse, ho una parola da dirle.... una 
suprema parola.... 

Gerardo. 
Parole inutili ! 

Saint-Airan. 
Chissà?... Ci sono delle parole efficaci. 

Gerardo. 

Dora ! ... Dora ! 

Entra nell'alcova chiamando, e 
rientra, subito dopo, con Dora. 



SCENA V. 
Dora e Detti. 

Gerardo 

dopo un momento di 
silenzio imbarazzato. 

Ho fatto quanto ho potuto per evitarvi questo 

momento ! 

Dora. 
Avreste dovuto riuscire!... È un momento 
penoso e inultile ! 

Nkode.mi. /; ril agili. 8 



1 14 n. RIFUGIO 

Saint- AiRAN. 
Sono stato io che.... 

Dora. 

Non abbiamo nulla da dirci ! 

Saint-Airan. 
Eppure, è necessario.... 

Dora. 

I vostri rimproveri, per quanto siano grandi 
e giustificati, non mi turberanno ! 

Gerardo. 
Oh, non dovete temere i siioi rimproveri; ma. 
piuttosto, le sue proposte! 

Dora. 

Che cosa vuol dire ? 

Saint-Airan. 
Vuol dire che.... che è necessario.... 

Gerardo 

a Saint-Airan. 
Ma dille, dunque, subito, che, per cagione di 
potenti irrteressi personali, vitali, amministra- 
tivi, più forti di ogni dignità e di ogni respon- 



ATTO SECONDO I I5 

sabilità, tu sei generosamente disposto a passar 
oltre ! 

Dora. 

A passar oltre ? 

Gerardo 

Sì, a passar oltre!... A sposarvi, non ostante 
tutto, non ostante me.... insomma, non ostante 
tutto ! 

Saint- AiRAN. 

Per evitarvi l'umiliazione di uno scandalo, che 
sarebbe, ve lo assicuro, irrimediabile ! 

Dora. 
Basta ! 

Saint- Airan. 
Vi consig'lio di ritìettere! 

Dora. 

Non ho bisogno di riflettere!... Già che non 
vi siete mai preoccupato di sapere quello che 
accadeva nell'anima mia.... quando dovevate 
sposarmi, è bene sappiate che cosa sono, ora, 
che non mi sposerete mai.... Forse, vi evitterà 
dei rimpianti ! 



Il6 li. RIFUGIO 

Saint-Airan. 
Xon vi chiedo di parlare.... ma di riflettere! 

DoR.\. 
Vi ripeto che ho già riflettuto... Non mi 
prendete, vi prego, né per un'esaltata, né per 
un'incosciente.... Conosco il valore delle parole, 
e la gravità delle azioni.... Sono una vecchia 
ragazza : ho avuto il tempo d'imparare, di co- 
noscere la vita.... Da dieci anni a quesìta parte, 
la mia famig"lia mi trascina in tutti i ricevimenti, 
in tutti i balli, in tutti i teatri : da dieci anni a 
questa parte mi si offre come un catalogo in 
cui sia stampato l'elenco di tufi i lussi che pos- 
sono esser pagati dalla ricchezza che mi afflig- 
ge!... Sono stata fidanzata tante volte, che la 
gente ha finito col chiamarmi la fidancata di so- 
prannome!... Mi sono messa da me in questa 
dolorosa condizione, perchè tu'ite le volte che 
uno di questi matrimoni stava per concludersi, 
provavo una grande, un'imjperiosa ribellione : la 
paura di esser vittima di una bassa speculazio- 
ne!... La colpa non é stata mia!... Tutti que- 
gli uomini.... tutti quei fidanzati ....non hanno 
saputo mai ispirarmi al' re idee, né altri senti- 
menti!... E ogni qualvolta rompevo una di 



ATTO SECONDO 



quelle meschine trattative, infliggevo una pro- 
fonda umiliazione a mio padre e a mia madre!... 
Essi hanno molto sofferto, perchè si parlava 
troppo di me, si chiacchierava.... si mormora- 
va.... perchè una ragazza non ha il diritto di es- 
ser ricca, bella, e di arrivare a ventotto anni 
senza aver incatenato la sua vita a quella di uno 
sconosciuto qualunque!... Voi sapevate tutto 
questo.... sapevate che il trovar marito era, per 
me, cosa difìficile : siete passato oltre a tutte 
queste considerazioni : si vede che. per voi, 
quella del passar oltre.... è un'abitudine! 



Sitiiiorina. 



Sta zitto ! 



Saint- AiRAN. 
Gerardo 

violento. 



Dora. 

E avevate scelfo il momienito opportuno.... 
Ero stanca, scoraggiata; e, per un sentimento 
di deferenza filiale, mi lasciavo condurre, pas- 
sivamente, al sacrificio... Ala una fatalità pre- 
vidente me lo ha impedito.... La luce s'è fatta 
in me a un tratto, con un'intensità prodigiosa... 



Il8 IL RIFUGIO 



Quello che avevo sì lungamente, così ansiosa- 
mente aspettato dagli uomini liberi, mi e stato 
offerto da un uomo che non era libero... Per la 
prima volta nella mia vita, non ho avuto paun-a 
del calcolo.... non ho indovinato l'affarismo in- 
torno a me... mi sono sentita amata per me, 
l-'er quello che sono, per quello che sento.... E, 
allora, anch'io sono passata ohre!.. Mezz'ora 
fa tremavo di spavento perchè pensavo agli al- 
tri : adesso, quel tumiuilto d'inquietudini si è cal- 
mato, percliè penso a me.... a me soltanto... con 
un irresistibile, un divino egoismo ! Ormai, non 
sono che un'amante amata! Null'altro !,.. Il mio 
atto di dedizione è i^^tato spontaneo, libero e del 
tutto cosciente.... Ho riflettuto a quello che ho 
fatto; e a quello che voi potete fare... Non ho 
più paura!... Eccovi detto tu^jto!... E, ora, an- 
date pure : dite, fate, mettete in moto tutto 
quello che volete, e tino a che volete.... non me 
ne importa!... La collera e il dolore dei miei, 
non me ne importa!... La riprovazione e la 
canzonatura degli altri.... non me ne impor- 
ta!... Lo scandalo, la catastrofe.... non me ne 
importa!... Se fossi credente direi: «Dio» ...non 
mie ne iinporta!... Mi sono messa da me. in pie- 
na coscienza e con pieno consenso, in una con- 



ATTO SECONDO I I9 

dizione inconfessabile finché si vuole : non mie 
ne importa!... Quella condizione l'ho scelta, l'ho 
voluta, l'ho preferita: mi ci trovo bene: ci ri- 
mango ! 

Gerardo 

dopo un lungo silenzio penoso. 

Mi pare che, a questo punto, tu non possa 
far altro che.... 

Saint-Airan 

freddo 

Oh!... Mi rendo benissimo conto di quanto 
sarà ridicola, meschina, la mia uscita da qui.... 

Gerardo. 
Ebbene, esci presto ! 

Saint-Airan 

a Dora. 

Nei lunghi colloqui col vostro.... non vi ha 
mai detto quali sono le vere.... ragioni della sua 
reclusione volontaria? 



Gerardo 
Saint-Airan!... 



minaccioso. 



Saint-Airan. 
Non vi ha mai parlato delle sue amarezze?.., 



IL RIFUGIO 



Gerardo. 

Se aggiungi una sola parola. 

Dora 
Voglio sapere! 



interponendosi fra 
i due uomini. 



Saint-Airan. 
Ebbene, egli si è \endicato di me!... Me lo 
ha gridato poco fa, rabbiosamente!... Io gli ho 
preso la moglie; lui mi ha preso la fidanzata!... 

Voi non siete la sua amante : siete la sua rivin- 
cita! 

Dora. 

Oh! Mentite.... mentite!... 

A Gerardo che non parla. 

Ma dimmi che mente : dimmi che non è vero ! 

Saint-Airan. 
Null'altro che la sua rivirbcita ! 

Gerardo. 
Taci una buona volta ! 

Saint-Airan 

andando verso la porla. 
La sua rivincita !... 

Gerardo lo caccia fuo- 
ri violentemente. 



ATTO SFXONDO 12 1 

Dora 

immobile, coprendosi il viso 
colle mani, dolorosamente. 

La sua rivincita?... Possibile?!... No!... 
Xo!... No!... 

Gerardo. 
Dora! 

Dora 

indietreggiando. 

Oh!, non t'avvicinare!... Non mi toccare.... 
non mi guardare!... La sua rivincita!... La sua 
rivincita!.. 

Cade, e piange, disperatamente. 



CALA LA TELA. 



ATTO TERZO. 

Un salotto al piano terreno. 

SCENA 1. 
Lacroix, Paolino. 



Il signor Lacroix solo, passeg- 
gia in su e in giù per il sa- 
lotto, nervosamente. A un trat- 
to interrompe la sua passeggia- 
ta e ''uona due volte. 



Paolino 

entrando. 
È lei che ha suonato, signor Lacroix ? 

Lacroix. 
Sì. I nostri bauli, sono scesi? 

Paolino. 
Non ancora. 

Lacroix. 
Eppure, vi avevo pregato.... 

Paolino. 
Le chiedo scusa; ma non ho avuto un minuto 



ATTO TERZO I23 

di tempo... Tutti partono bruscamiente : nessuh 
no mi aveva avvertilo.... li una fuga generale... 

Lacroix. 
Allora, non appena potrete... Del resto, ab- 
biamo ancora tempo ? 

Paolino. 
Sì. signore : tutto il tempo necessario. 

Lacroix. 
Il signor Volmières è in casa? 

Paolino. 
Non è ancora tornato ! 

Lacroix. 
Gli direte che vorrei parlargli prima di lascia- 
re la sua casa. 

Paolino. 

Sarà servito.... 

Lacroix. 

Non ve ne scordate!... E, intanto, pregate la 
sig"norina Dora di venire da me ! 

Paolino. 
Subito. 

Esce. 



124 "- RIFUGIO 



SCENA II. 
Lacroix, Dora, Nina. 



Dora enira con Nina, che le 
tiene i-n braccio attorno alla 
vita. 



Lacroix 

Che cosa vuoi, tu ? 



a Xina, brusco. 



Nina. 
Babbo ? 

Lacroix. 
Il tuo posto non è i)iù accanto a.... 

Nina 

supplichevole. 

Babbo ! 

Lacroix 

più dolcementp. 
Va via, piccina, e scusami se sono brusco : 
oggi, sono un po' nervoso!... \'a a ritrovare 
tua madre, e preparati.... Partiamo presto! 



ATTO TERZO I25 



NlNA. 

Io sono pronta.... Dora deve riiriiinere qui? 

Lacroix. 

Sì.... 

NlNA. 

\'uoi parlare con lei? 

Lacroix 

Si. Lasciaci soli, carina!.... X^attene ! 

NlNA. 

.Allora, a ben pi'esto ! 

Se ne va, ma giunta alla 
porta torna verso suo padre. 

Papà, credo che Dora sia un po' sofferente.... 

e tu sembri molto nervoso.... Perciò, te ne 

preg'o... non le fare del male.... Sii buono con 

lei, molto buono.... Me lo prometti? 

Lacroix. 

Sì. 

NlNA. 

(iia/ie ! 



Va via correndo. 



126 IL RIFUGIO 



SCENA III. 
Lacroix, Dora. 

La CROI X 



a Dora. 



Tutto quesito non te lo meriti ! 

Dora. 

Se è per torturarmi ancora.... 

Lacroix. 
Dora, non puoi desiderare da me una calma 
mag'giore di quella di cui ho dato prova.... Ho 
avuto e ho una pazienza, che non esito a qua- 
lificare di sovrumana.... Andiamo, Dora: vuoi 
rispondere al migliore, al più indulgente dei tuoi 
amici ? 

Dora 

commossa. 

Papà!... 

Lacroix. 
Lasciami parlare ; non dobbiamo restar qui 
che poco tempo: è necessario, capisci?, neces- 



ATTO TERZO 



sario che, prima d'andarcene, la situazione sia 
nettamente definita.... Quell'uomo fa il suo do- 
vere offrendoti la sola cosa che io deva accet- 
tare, e che avrei il dovere di esigere da lui, se 
non te la offrisse spontaneamente.... Se tu conti- 
nui nella tua ostinazione.... inesplicabile, è la 
rovina di tutto.... la rovina per noi tutti.... Io 
non t'interrogo più: non voglio saper nulla.... 
Impegnati soltanto formalmente ad acceittare... 

Dora. 
Babbo, te ne supplico.... 

Lacroix. 

Non voglio preghiere, non voglio frasi! 

Dora. 
Babbo, ti chiedo.... 

Lacroix 

impazientito, 

E io chiedo a te di non fare piìi storie.... di 
non tormentarci più con le tuie chimere.... o, se 
no. di darmi una ragione plausibile.... una ra- 
gione qualunque.... Vediamo un po', figliuola 
mia, mia piccola Dora, rispondimi.... È forse 
per la pietà che t'inspira la signora Volmières ? 
...Capisco la tua ripugnanza all'idea di sacrifì- 



I2,S IL RIKlf.lc 

care una donna onesta; perchè il divorzici sarà 
per lei lun'ingiustizia delle più dolorose.... Ma 
che vuoi?... Non possiamo preoccuparci di una 
vittima di più, o di nneno.... Per me, c'è una 
sola vittima da coniipiaiigere e da redim/ere; e 
questa vit^/inia sei tu!... Rispetto altamente la 
sventura degli altri ; ma il mio dovere m'impo- 
ne di pensare prima di tutto alla sventura del- 
la mia ligiiuola.... hnnque. Dora.... se è per 
questo che ritìnti, dim.melo!... Xon rispondi?... 
Allora, non bisogna cercare il motivo del tuo 
ritinto in nessun sentimento elevato.... 

Dora. 
Babbo ! 

Lacroix. 
Eppure, non voglio credere che tu ti sia data 
a un uomo cosi, per incoscienza, per vizio. Gli 
volevi bene, gliene vuoi ancora? 

Dora. 
Sì ; gli voglio bene.... 

Lacroix. 
E allora?... 

Dora. 
E. allora, non capisci che c'è in tutto questo 
un fatto di vita segreta, tomientoso e inviola- 



ATTO TERZO I29 



bile?.... Non capistci che soffro di non poterlo 
rivelare in un grido d'angoscia? ...Non sai che 
si danno delle cose clie non si possono dire.-' 

Lacroix 

severo. 
So che sr danno, sopratnUo, delle cose, che 
non si devono fare.... 

Dora. 
Babbo, te ne scongiuro : non chiedermi nul- 
la.... non chiedermi più nulla!... Ho commiesso 
una colpa irreparabile, poiché, mi vale il tuo 
disprezzo ; e il disprezzo, per me, sai bene, è la 
morte!... Lasciami esser morta.... lascia che 
me ne vada ! 

Lacroix. 
Ti proibisco di continuare.... 

Dora. 
Tutto questo sarà presto dimenticato, e la mia 
colpa non sarà irreparabile che per me, perchè 
io non potrò mai dimenticare. • 

Lacroix . 

Non potrai dimenticare.... che cosa?... Ma 
parla ! parla una buona volta ! 

NuoUEMi. Il rifufjio. 



130 IL RIFUGIO 

Dora. 
Lasciami.... lasciami espiare, come inten- 
do!... Tii pensi a te, alla maniaiia, a Nina, alla 
gente, alle cause, agli effetti, alle conseguenze, 
alle riparazioni.... alle riabilitazioni.... Tu soffri 
del disastro della mia personalità mondana.... 
ma non sai il disastro del mio vero io.... del mio 
essere intimo che è il solo che conti ai miei oc- 
chi.... Non sai, che nessuna riparazione, nessu- 
na riabilitazione potrebbe guarirmii dall'atroce 
ferita che mi è sitata fatta.... Non mi far par- 
lare di più!... non posso dirti di piìi.... e ho 
paura della mia esaltazione.... C"è un segreto 
che non è mio, e per il quale muoio.... Lascia 
che me ne vada.... ne ho il diritto.... sono una 
donna : sono maggiorenne ! 

L.^CROIX. 

Ah! Ecco la gran parola!... la parola che 
non avresti dovuto pronunziare.... Sei maggio- 
renne ! 

DoR.\. 
Babbo ! 

Lacroix. 
E inv(jchi la tua maggiore età per gettar nel- 



ATTO TERZO 



la disperazione quelli che l'aspettavano, per a- 
ver la giusta ricomipensa dell'amore che ti han- 
no dato da che sei al mondo.... Fai della tua 
mag"giore età un dirit^^o di ribellione.... Io non 
la intendo così... Per me, i miei fig"liuoli sono 
sempre miei figiiuoli.... Non sei una donna: sei 
una "bambina !... E se tu avessi i capelli bianchi, 
saresti ancora una bambina.... una bambina, 
che vog'lio difendere.... che voglio proteg'gere 
contro se stessa.... Un giorno mi ringrazierai 
della mia inflessibilità : da questo lato, sono 
tranquillo.... Se non vuoi conceder nulla, né 
dire nulla, parleranno gli altri!... Del resto, fra 
uomini, è più facile intendersi.... 

Dora. 
Babbo, credi a me.... 



SCENA IV. 
Gerardo e detti. 

L ACROI X 

a Gerardo che t-ntra. 

Signor Volmières, io avrò lasciato, fra pochi 
momenti, la sua casa.... Cerchi, in questi ultimi 



132 IL RIFUGIO 

istanti, con un- ultimo sforzo, di .^iun.^'ere, con 
Dora, alla conclusione che esilio. Se, disgrazia- 
tamente, questa concluisione non sarà possibile, 
vuol promiettenni di famii sapere dove potremo 
incontrarci a l'arigi, dopo domani ? 

Gerardo. 
Glielo prometto. 

L.\CR0IX 

a Dora 

Ti farò chiamare fra un (juarto d'ora. 

Dora. 
Posso venire con te suljilo : non ho più nulla 
da.... 

Lacroix 

impyerioso, reciso. 
Ti farò chiamare fra un (quarto d'ora! 



SCENA V. 
Gerardo, Dora. 

Gerardo accasciato, si lascia 
cadere sur una poltrona, dove 
rimane silenzioso, la testa fra 
'" mani. 

Dora 

con molta dolcezza. 
Addio, Gerardo ! 



ATTO TERZO 133 

Gerardo. 

Aillora.... vai via coi 'noi .genitori!? 

Dora. 

Pare!... Mi considerano con ovrore; ma mi 

teui^ono con li)ro.... sanno, come so io, che la 

nostra vita da qui innanzi, non sarà che im sup- 

pHzio più o meno muto.... ma mi tengono lo 

stesso Rientro in prigione, dove sarò cu?to- 

dita severamente dalla loro tenerezza, dal loro 
dolore, e dal loro dispetto, 

Gerardo. 
Sei inesorabilmente risoluta a non cedere? 

Dora. 

Come t'inganni, Gerardo!... Per me. non si 
'ratta di cedere: si tratta di credere!... Non 
credo più.... e non conosco nulla di più ti'iste e 
di pili terribile ! 

Gerardo 

Forse, ti pentirai presto! 

Dora. 

Di che?... Di quello che ho fatto, o di quello 
che faccio ? 



134 IL RIFUGIO 

Gerardo. 

Di quiello che fai, perchè non agisci come un 
essere intelh'^ente e sen.'ato: ubbidisci a un 
ini])ulso di pazzia ! 

Dora. 

Non mi rinitproxeravi di ubbidire a un impul- 
so di pazzia, quando agivo a vantaggio tuo!... 
Ma per carità!, non ricominciamo, non rico- 
minciamo mai più!... 



Dora! 



No!... no!, 



Gerardo. 



Dora. 



Gerardo. 

Non impedirmii di dire tut*o, di tentare tut- 
to!... Non è possibile che di tutto ciò non ri- 
manga altro che il ricordo abbominevole di una 
cattiva azione commiessa da me, in casa mia!... 
P. inanmiissibile, ed è ingiusto.... quello che ab- 
biamo commesso : io, derogando a ogni legge 
di ospitalità; tu a tutti i tuoi doveri!... No, non 
deve essere una fonte inesauii'ibile di sventura 
per noi e per tutti gli altri!... Dobbiamo unirci, 



ATTO TERZO 



Dora!... Dobbiamo dare un avvenire alla nostra 
unione.... dobbiamo darle tutto l'avvenire!... 
Rifletti, ragiona, misura la gravità dell'atto che 
compio spezzando tutto. 

Dora. 
Ma tutto era già spezzato prima di me ! 

Gerardo. 
A ogni costo, io otterrò il divorzio ! 

Dora. 
Bella conquista! 

Gerardo. 
Dora ! 

Dora. 

J3ivorzi da una donna che ti ha tradito, che 
ha avvelenato molti degli anni della tua esi- 
stenza : te ne sbarazzi per isposarne un'altra 
più giovane di lei e di te, che ti vuol bene, che 
te l'ha provato con tutto il suo essere; e tu mi 
offri ciò coinè un sacrificio.... Ma io non chiedo 
nessun sacrificio, e'non ne accetto nessuno!... 
Vedi, Gerardo, noi non possiamo intenderci.... 
abbiamo della vi^a due concetti troppo diversi, 
troppo refrattarii l'uno verso l'altro.... Io soffro 



136 IL RIFUGIO 



di uno scruipolo d'aninia, che mi tortura, che 
mi umilia infinitamente : tu, mi offri dei com- 
pensi, delle riparazioni ledali... 

Gerardo . 

Ti offro e ti do tutto quello che ho : il nu'o 
nome, il mio patrimonio.... 

Dora. 

Dammi, invece, la fede che non ho più.... mi 
basterebbe ! 

Gerardo. 

Ti do la mia \ita.... perchè ti amo! 

Dora. 
Anch'io ti amo, e non puoi dubitarne!... So- 
lamente non potrei più g'odere del mio amore, 
perchè lo senlto avvelenato nella sua essenza, 
nella sua ragione suprema.... 

Gerardo. 
Ti g-uarirò ! 

Dora. . 

Come vuoi g^uarirmi ?... Bisognerebbe di- 
struggere la mia memoria perchè, ogni qual- 
volta penserò a ciò che hai fatto.... 



ATTO TERZO 137 



Gerardo. 

Non ho fatto iiuHa, tranne che amiarti ! 

Dora. 
Xon mentire. Gerardo! 

Gerardo. 

Xon ho fatto nuHa, tranne che amarti! 

Dora. 

Mi ami oggi, perchè ami il possesso.... per- 
chè ami rabit.iidine, perchè ami la vittoria.... 
perchè ami la tua rivincita.... Ma quando sono 
venuta a te, sedortta dal mistero che avvolge- 
va la tua vita, in quel momento, per me così 
grave, nel quale m'immolavo senza restrizionj, 
in uno slancio incomparabile, non mi hai pre- 
sa per avermi.... mi hai presa per istrapparmi a 
un altro ! 

Gerardo. 
Ti ho presa, perchè ti amavo ! 

Dora. 

Non è vero!... Per te ero la rivincita! 

Gerardo 

disperato. 
Ah ! quella parola ! . . . 



138 IL RIFUGIO 



Dora. 
Nella tua anima, io rappresentavo il saldo di 
mi conto d'odio; ero lo strumento di una rap- 
presaglia feroce! 

Gerardo. 
Non sai quello che dici ! 

Dora. 
E tu non sai che quello fu, per me. un fer- 
vente, un delizioso noviziato d'amore, perchè 
non avevo amato mai!... Come vuoi che dimen- 
tichi ? Come vuoi che dimentichi che le tue 
braccia — rifugio che ho tanto adorato, nel 
quale ho tanto vissuto, nel quale avevo rin- 
cantucciato tutta la mia vita, dimenticando la 
la mia follìa e la niia colpa — come vuoi che 
dinientichi che il rifugio delle tue braccia era 
l'agguato, la rete tesa freddamente per im- 
prigionarmi e schiacciarmi!... Come vuoi che 
guarisca da questo pensiero?... Come vuoi che 
dimentichi ? Come vuoi che faccia ? 

Gerardo. 
La tua fantasia e in delirio ! 

Dora. 
Sì, in delirio ! E, allora, come vuoi che ra- 



ATTO TERZO 



139 



g'ioni, che rifletta, che parh' di maitrinionio, d'av- 
venire, di vita?... Non posso!... Lasciami ri- 
posare nel mio deHrio!... Più tardi.... chissà!... 
i sentimenti si descnvono per mezzo dei loro 
effetti!... E ignoro quali effetti potranno pro- 
dursi in m^e... Forse, guarirò.... Vorrei tanto 
poter guarire, (jerardo!... Oh, se tu sapessi!.. 
Ma. ora. non torturiamoci più!... Mettiamo ter- 
mine a questa sitiuazione... lasciamoci! 

Gerardo. 
■ Non così. Dora, non così ! 

Dora 
Non possiamo lasciarci né come amanti, né 



come amici.... 



E allora?... 



Gerardo. 



Dora. 
Allora... addio, Gerardo! 

Gerardo. 
Addio.... e null'altro? 



Dora. 



Null'altro ! 



l^O IL RIFUGIO 



Gerardo 

prendendole la ni;ino, o guar- 
dandola lungamente negli ocThi. 

Addio.... hai ragione ! 

UoK.\. 
Gerardo !... 



SCENA VII. 
La Sig.xora Lacroix e detti. 

SiG. Lacroix. 
Dora ! 

Dora. 
Mamma ! 

Sic. Lacroix. 
Sai che siamo quasi pronti ? 

Dora. 
Vengo subito, mamma : subito ! 

Sic. Lacroix 
Non .'i aspetta che la carrozza! 



ATTO TURZO 14I 

Gerardo. 

X'ado io a sollecitare, sii^nora. 

Esce. 

Sic. Lacroix. 
Dora?... 

Dora. 

Ah!... No, mamma, te ne supplico: non una 
parola, non una parola di più!... 

Va per uscire ; ma 
entra Giulietta. 



SCEINA VII. 

Giulietta c dette. 

Giulietta. 
Signora Lacroix, vogliono lei.... o, piuttosto, 
vog'liono le chiavi per chiudere i bauli. 

SiG. Lacroix. 
È \'ero!... Non so più dove ho la testa!... 
Dove avrò messo le chiavi?... 

Giulietta. 
Probabilmente, nella sua camera! 



142 IL RIFUGIO 



SiG. Lacroix. 
Probabilmente ! 

A Dora. 
Che mantello e che cappello vuoi metterti per 
il tU'O viaggio ? 



r^ORA. 
Quello che vuoi!... 

SiG. Lacroix. 
Ti aspettiamo,,.. 



Esce. 



SCENA Vili. 
Dora e Giulietta. 

Dora 

facendo un passo per 
seguire la madre. 

Vengo con te!... 

Giulietta. 
Rimanete ! 

Dora. 
Ma.... non posso.... devo..,. 



ATTO TF.RZO I43 

Giulietta. 
Avete tutto il tempo.... Rimaneite I... Dobbia- 
mo discorrere vm momento.... 

Dora. 
Credete sia utile ? 

GlULIETT.^. 

Tanto utile, che mi sono decisa a questo 
passe... Ascoltatemi senza dir nulla; sopra 
tutto, senza risponder nulla.... Le vositre ri- 
sposte provocherebbero una discussione; e noi 
non dobbiamo discutere ! 

Dora. 

Credete a me, signora : possiamo evitarci una 
pena e.... 

Giulietta. 
Non possiamo evitarci nulla : non siamo più 
in tempo ! Non ci rimane, anzi, che inchinarci 
tutte e due di fronte alla legge d'urgenza che 
la forza brutale delle cose c'impone.... Non ren- 
dete impossibile il compito al quale mi con- 
danno, e che è terribilmente penoso.... Ieri, mi 
sono rifiutata al sacrificio che Gerardo mi chie- 
deva, perchè ho creduto che quello che m'era 



144 IL RIFUGIO 



stato rivelato.... quello che era accaduto in casa 
mia.... in questa casa che vi è stata sermpre cor 
dialmente e affettuosamente aperta.... 

Dora. 
Xon avvilitemi, ve ne prego!... 

Giulietta. 
Perchè ho credulto che la colpa di lui potesse 
diminuire la mia; e che. per ciò, mi rimanesse 
il diritto di continuare a \'ivere la mia vita.... 
una vita qualunque, ima povera vita; ma ac- 
canto a lui, con lui.... M'ingannavo del tuit- 
to!... Alcune ore sono bastate a farmi capire 
quanto sarebbero inutili i miei sforzi, i miei 
coraggi, o le mie vigliaccherie; quanto sarebbe 
impossibile per me, di ricostruire qualcosa 
sulle rovine della mia condizione.... 

Dora. 
A che volete giungere ? 

Giulietta. 

A questo : che bisogna fermare il male, tuitto 
questo male finché siamo ancora in tempo; che 
è necessario accettiate quello che Gerardo vi 
offre.... 

Dora fu per rispondere : Giù- 



ATTO TERi£0 I45 

lietta continua, con le lagrime 
nella voce, presa sempre più 
intensamente dalla commozione. 

State zitta.... state zitta.... e.... e.... se vi ri- 
volg"o questa quasi-pregiiiera.... non è né per 
istinto d'abnegazione, né per generosità, né per 
bontà.... No, credetemi: non potrei!... Voi a- 
vete dis'irmtto per sempre il poco, il nn/lla, che 
mi rimaneva qui.... e provo per voi, un grande, 
un profondo rancore.... dunque, potete cre- 
dermi.... 

Movimento di Dora. 
Xon m'interrompete.... Ogni interruzione rin- 
nova lo sforzo insopportabile di dover ricomin- 
ciare.... Lasciate vi dica tutto in un solo fiato... 
se posso!... La disperazione di Gerardo é im- 
m^ensa. e non potete fìgurarvela, perchè lo co- 
noscete poco.... lo conoscete male, una volta 
che lo amate.... Nella sua disperazione, che con- 
sidera senza uscita, mi ha raccontato la scena 
abbominevole di ieri ! 

Dora. 
Ah! 

Giulietta. 
Me l'ha raccontata a perdita di fiato, ripe- 
tendo le stesse cose cento volte, come un vec- 

NicouE.Mi. Il rifuoio. 10 



146 IL RIFUGIO 

chic... gridando a me.... la pena insopporta- 
bile di cui soffre per causa vostra!... Per la 
prima vol'a, nella nostra vita, io l'ho visto 
piangere.... Si, ■ sì, piangeva d'amore per voi, 
nelle mie braccia, senza nessuna pietà, senza 
nessun pudore!... Ah!... Lasciate che vi met- 
ta in guardia contro voi stessa, contro il vostro 
intrattabile orgoglio, che potrebbe farvi pen- 
tire amaramente, di un disastro più grande, 
più irreparabile.... Guardatemi bene! Mi ca- 
pite, non è vero ? 

Dora. 
Non dite questo.... non dite questo, per ca- 
rità!... Non potete pensarlo sul serio!... 

Giulietta. 
Lo penso perchè lo temo.... perchè ho paura, 
perchè me ne tormento.... Badate!... Sarebbe 
mostruoso.... troppo ingiusto e troppo scioc- 
co!... Sì, troppo sciocco, perchè non si ha di- 
ritto di distruggere tina vita per una parola.... 
per una cattiva parola pronunciata in un mo- 
mento di esaltazione cattiva.... per una parola 
che non ha nessuna gravità, nessun significato 
reale.... Io sola posso affermarvelo.... io sola 
lo so.... Vedete: quando..., quando... 



ATTO TERZO I47 

Stremaita di forze ma facendo 
violenza a sé stessa. 

Ah, quello che voglio dirvi è difficile!... Ma lo 
dirò.... ascoltatemi.... Quando io.... quando io 
lo.... ebbene, non divorziò, non si battè; forse. 
non pianse neppure.... non vidi nessuna delle 
manifestazioni di dolore che vedo in questo mo- 
mento.... Semplicemente, si rinchiuse qui senza 
dir nulla, senza lasciar indovinare nulla di quello 
che accadeva in lui.... Forse, fu un po' triste, 
ma nulla più : rimase calmo, nel pieno possesso 
della sua volontà, delle sue facoltà, della sua 
vita.... Dunqu.e.... dunque, non mi amava.... Di 
che cosa, e perchè, si sarebbe egli vendicato?... 
Qando si ama, e si è traditi, ci si vendica su- 
bito, o non ci si vendica miai più!... perchè la ge- 
losia è il meno paziente dei sentimenti umani.... 
Ma non ci fu gelosia, perchè non c'era amo- 
re!... Vedete: oggi, il solo timore di perdervi 
lo rende pazzo, feroce verso gli altri.... Un 
giorno, perse me. e conservò la sua ragione e 
anche la sua bonomia.... e tutto questo perchè 
non mi amava; mentre voi, vi ama!... 

Piangente. 

La rivincita!... Oh, vorrei fosse vera: lo vor- 
rei dal profondo del mio cuore.... ma non è 



148 IL RIFUGIO 

vero nulla!... Ne sono tanto sicura!... Crede- 
temi: non abbiate più org^og^lio.... L'orgog-lio 
è vuoto, puerile, inutile.... Vedete: vi ho dato 
un grande esempio d'umiltà dicendovi delle co- 
se che noi donne pensiamo raramente, ma che 
non diciamo mai.... profittate del mio esemipio : 
sarà bene per voi, e per gli al'ri. che ne profit- 
tiate.... Abbiamo fatto molto male tutte e dite; 
ma a voi rimane l'ineffabile gioia di consolare, 
di riparare, di amare.... di essere amata.... Ed è 
cosi dolce!... così dolce!... Fatelo, perchè an- 
che voi lo desiderate ardenlt emente : fatelo!.... 
Ho la forza di pregarvene; ed è un bel corag- 
gio, perchè vi assicuro che è una cosa ben dura 
vedere voi, giovane, bella, innamorata.... e pen- 
sare alla bella strada che farete con lui, e che 
avrei potuto fare al vostro posto.... Oh, è ima 
cosa molto dura!... Voi non ve ne fate un'i- 
dea.... ma vi giuro che è una cosa moho du- 
ra!... Consigliandovi, io non rischio, non per- 
do nulla, perchè ho già tutto perduto.... nua ad- 
dolcisco delle asprezze terribili, guarisco delle 
sofferenze.... evi'to. forse, una grande sciagu- 
ra.... e provo la soddisfazione di sentirmi.... co- 
me potrei dire?.... di sentirmi elegante nel ge- 
sto che faccio.... bella nel sentimento che m'i- 



ATTO TERZO 141 



spira.... e anche un po' purificata nella mia col- 
pa.... Sì: mii sembra di essermi un po' perdo- 
nata.... Piangete?... Tanto meglio!... tanto me- 
glio!... Vuol dire che tutto è accomodaito.... 

Con la voce rotta 
dalla commozione. 

Purtroppo ! 

Dora. 

Oh, signora.... mi sento così umàlia^a, cosi 
piccina dinanzi a voi.... Mi sento così punita 
del mio org'oglio; e penso con ispavento al male 
che ho già fatto.... Sì, ero terribilmente amma- 
lata d'orgoglio.... ero cieca e sorda a ogni sen- 
timento.... ma voi averte avuto il coraggio di 
dirmi delle cose così poco vere.... 

Giulietta. 
Che siete felice di credere ! 

Dora. 
Oh!... Grazie.... grazie!... 

Giulietta. 
No, no,... non dite così!... Non vi precipitate 
nelle mie braccia: non potrei accogliervi.... sta- 
te tranquilla : ho fatto qiuello che ho fatto, per- 
chè era impossibile fare altrimenti.... Sarebbe 



150 IL RIFUGIO 

Stato inutile.... ma non voglio sentire né il vo- 
sero consenso, né la vostra contentezza, né la 
vostra gioia.... Sarebbe inutile anche questo.... 
Vi siete convinta, proprio come desideravate... 
siate felice di esser convinta.... ma non bisogna 
dirmelo.... non bisogna dirlo a me: bisogna 
dirlo a Gerardo.... a Gerardo, e piti presto che 
sia possibile.... a me, no.... ve ne prego: a me, 
no ! 

Dora rimane immobi- 
le, come stordita. 



SCENA IX. 
NiNA e Dette. 

NlNA. 

Dora!... Xon vieni?... Che hai?... 

Dora. 

Nulla, carina: nulla! 

NlNA. 

Piangi ? 

Dora. 
Oh'... Ne avevo tanto bisogno!... Ma è fi- 



ATTO TERZO 1^1 

nito!... Vedi? È finito!... Andiamo dal bab- 
bo.... \'ieni.... andiamo via. 

Dora e Nina escono. 

Giulietta 

in un gesto di rabbia violento, 
tende il braccio verso la porta 
da dove è uscita Dora : di- 
cendo. 

Colpa sua ! colpa sua ! 

Poi, riflettendo, dolorosamente 
si riprende, e, piano, a sé stessa. 

No! La colpa non è sua! Ma mia! mia! mia! 



SCENA X. 
Gerardo e Giulietta. 

Giulietta 

a Gerardo che traversa la scena. 

Esci, Gerardo ? 

Gerardo. 
Sì.... 

Giulietta. 
Dove vai?... 



I5-4 IL RIFUGIO 



Gkkardo. 



Non so.... 



Ho scritto.... 



Giulietta 



avvicinandosi a lui, ron 
molta dolcezza. 



Gerardo, assorto in un'idea 
fissa, non rispond<-. 

Ho scritto all'avvocato Legrand. 



indifferente. 



Gerardo 

Ah!... Mammà, non è arrivata? 

Giulietta. 
Non ancora ! 

Gerardo. 
Credevo.... 

Giulietta. 
E l'aspetti con quell'indifferenza? 

Gerardo. 

Non son io che l'aspetto: sei tu, perchè sei 
stata tu, a farla venire.... E, poi, che cosa vuoi 
che faccia?... Che mi nnetta a cantare, a balla- 
re?... Non ho più dieci anni.... 



ATTO TERZn 15^ 

Giulietta. 

Li riavrai fra un momento.... Sai che hr» par- 
lato con Dora? 

Gerardo. 
Che vuoi che m'importi? 

Giulietta. 
Non desideri sapere il risnl'.ato del nostro 
colloquio ? 

Gerardo. 
Lo conosco ! 

Giulietta. 
E se non fosse quello che credi ? 

Gerardo. 
Lasciami stare ! 



Dopo un momento 
di riflessione. 



Che cosa vuoi dire ? 



Giulietta. 
Oh!... Nulla di molto complicato.... 

Gerardo. 

Ma che cosa ? 



154 "- RIFUGIO 

GlUI.IKTTA. 

Non indovini ? 

( JKUAKDO 

guardandola. 

Giuilietta!... 

GlUI.IKTTA. 

Ebbene, sì!... Hai indovinato!... V^edi come 
era semplice I 

Gerardo. 
Allora?... 

GllILIKri'A. 

Ma sì! 

Gerardo. 
Consente ? 

Giulie-ita. 
Ma sì! 

Gerardo. 

Parla! Che cosa è accaduto?... Che cosa a- 
vete detto? 

(iin. IETTA. 

Che importa?... Ti basti che l'ho convinta. 



ATTO TERZO 



Gerardo. 

Tu ? ! 

Giulietta. 
Già.... io!... Ma, sai.... sono tìnita. distrut- 
ta 

Gerardo. 

Dimmi.... dimmi tutto!... 

Giulietta. 
Ah ! No ! basta una volta ! 

Gerardo. 

Ma che cosa hai potuto dirle? 

Giulietta. 
Che quella parola, di cui soffrivate tanto.... 
la rivincita.... non voleva dir nulla; perchè non 
avevi mai avuto bisogno di vendicarti di me.... 
perchè quando.... quando ti feci del male.... tu 
non mi volevi bene.... e non sei stato geloso, e 
non hai sofferto.... 

Gerardo. 

Ma è possibile?!... Hai detto proprio questa 
buig'ia ? 



156 IL RIFUGIO 



Giulietta 
Grazie, Gerardo ! 

Gerardo. 
Dammi tutte e due le mani, die io.... 

Giulietta. 
Non vorrai mica ringraziarmi ! 

Gerardo 

raggiante di gioia. 

Ma SÌ.... SÌ!... E vorrei potere.... ma ve- 
drai.... vedrai.... troverò il mezzo di i)rovart'i 
tutta la mia g'ratitudine ! 

Giulietta. 
Taci.... te ne prego.... taci! 

Gerardo. 
Ti assicuro che non mi capi.sci.... \ og"lio dire 
che se avrò ancora un po' di felici.... no. no,... 
ti chiedo scusa.... non su dii"ti nulla in (juesto 
momento.... Giulietla, hai .scritto davvero al- 
l'avvocato Legrand?... 

Giulietta . 
Sì.... gli ho scritto.... Ma è stata una cosa 
difficile.... quasi imipossibile... Eppure, ero ri- 



ATTO TERZO 157 

soluta... Ma quando s'è trattiate di scrivere sul- 
la carta le parole per mezzo delle quali io stessa 
mi condannavo a tanta tristezza e a tanta so- 
litudine.... Ah.... allora!... 

(rERARDO. 

Ma adesso che è C(ìsa decisa, bisogna far pre- 
sto.... non è vero?... Bisot^na far siubito.... 

Giulietta. 

Ah!... 

Gerardo. 

Del resto, me ne occuperò personalmente, 
arrivando a Parigi. 

Giulietta. 
Te ne vai ? 

Gerardo. 

Ben iir,eso... Che cosa vuoi che faccia qui?.. 

Giulietta 

dolorosamente. 

È vero : nulla ! 

Gerardo 

preoooupato soltan- 
to dalla sua gioia. 

Ma tutto questo non ti seml>ra fanltastico ?... 



158 IL RIFUGIO 

Come?... Ho rischiato di rimanere schiacciato 
sotto una valang^a di incidenti inverosimili; e, 
a un tratto, ne esco, non solaniiente sano e sal- 
vo; ma con la speranza, quasi con la cer^iezza, 
d'una vita bella, tranquilla, felice!... Stavo per 
annegare.... e invece!... Oh, vorrei dirti tante 
cose.... centomila cose.... ma non è possibile.... 
Mi prende un nodo, qui alla ;^ola, che m'impe- 
disce di respirare.... Avevi ragione: ho dieci 
anni... quindici anni.... mettiamo venti.... e non 
ne parliamo più ! Ah ! Puoi star tranquilla : non 
dimenticherò mai che devo a te.... 

Giulietta 

con un urlo. 

Ma Sta zitto!... sta zitto! Sii felice.... sii al- 
legro.... ma non parlare.... non gridare co;=ì 
forte la tua felicità, e la tua gioia!... Abbi pietà ! 

Gerardo. 
T'inganni circa i miei sentimenti ! 

Giulietta 

con un sorriso amaro. 

Non sarebbe facile ingannarsi!... Xon dire 
più nulla: sarai più generoso!... 



ATTO TERZO I59 

Gerardo. 

Mi dicevi ieri che se potevo arrivare a per- 
donarti.... 

Giulietta 

allibita. 
Oh!, mi perdoni anche!... Non lo dire, almie- 
no ! Ali perdoni? Tutto, dunque è finito fra noi, 
fino a questo punto ? 

Gerardo. 
Giulietta ! 

Giulietta. 

Eppure, sai?... Nonostante t'uitto quello che 
ci ha divisi.... nonostante gli avvenimenti, le 
parole inesorabili.... nonostante tutto.... con- 
servavo in fondo.... proprio in fondo all'anima 
mia.... una speranza timida, oscura.... una spe- 
ranza di.... non so che cosa.... e anche quando 
pregavo Dora di seguirti e di amarti.... anche 
nel momento in cui peroravo per la mia distru- 
zione defhiitiva.... la speranza di non riuscire 
non mi abbandonava mai.... Era una speranza 
vaga, impossibile, folle.... lo so; ma a quella 
speranza tutta la mia vita si aggrappava dispe- 
ratamente.... Ora che la povera piccola speran- 



l60 IL RIFUGIO 

za, è mioirta,.... morta del tuo perdono.... Oh!, 
quando si perdona con tanto slancio.... quando 
si perdona di t.utìto carore.... vuol dire che di 
tutto cuore ci se ne infischia.... 

Gerardo 

Povera amica!... povera amica mia!... Io cer- 
co invano parole.... le parole.... 

Giulietta. 
Non cercarle.... non cercarle più.... Non esi- 
stono parole che possano riuscirmi dolci in 
questo momento.... Abbiamo voltato l'ultima 
pagina.... Tu ricominci una nuova vita.... Io 
non so che cosa farò della vita mia.... Forse, 
non ne farò nulla.... Credo che questa casa, 
che tu hai chiamato « Il rifugio », sarà per me 
il rifugio pei-petuo.... ed ecco tuUo! Tua ma- 
dre, sta per arrivare.... Sei d'avviso di doverle 
dire ? 

Gerardo. 
Per ora no.... per ora no!... Nascerebbero 
nuove discussioni e nuove tristezze.... Non ne 
abbiamo bisog"no, non è vero? 

Giulietta. 
Come vuoi 1 



ATTO TERZO l6l 

Gerardo. 
Per ora. bisogna imipedirle di parlare, di tor- 
nieiitarsi : mi sforzerò d'esser gaio! 

Giulietta. 
Bra\'o!... Sii gaio!... Ti riuscirà più facile 
che a me... Impediscile di far do^mande.... 

Gerardo. 
Me ne incarico io.... Ala tu, che cosa dirai? 
Che cosa farai ? 

Giulietta. 
Davanti a lei?... Mi sforzerò di sorridere.... 

Dando in pianto. 

Che vuoi che faccia? 

Gerardo. 

Giulietta, te ne prego.... non piangere.... non 
piang'ere, per carità!.... Sento la carrozza: è 
lei che arriva.... Asciugati gli occhi.... ravviati i 
capelli.... così.... 

Giulietta 

indietreggiando per non 
essere toccata. 

Ah!... Non ne posso più! Ascolta.... valle in- 
contro.... io verrò fra uri mom'eiiito.... danmii 

Nkoukmi. Il rifui/io. 11 



102 IL RIFUGIO 

il tempo di riconipormi.... non ne posso più.... 

non ne posso pili. 

Esce rapidamente, 
singhiozzando. 

SiG. VOLMIÈRES 

di dentro. 

Gerardo.... Gerardo mio!... 



SCENA XI. 
Gerardo, la sig. Volmières, poi Giulietta. 

Gerardo. 
Mamma.... 

L'abbraccia con gran- 
de veemenza. 

Ah! Com'è sono contento.... Mamma!... 
Sig. \'olmières 

dibattendosi. 
Sì.... SÌ.... ma non è una buona ragione per 
soffocarmi. Casco dalla fatica.... 

Gerardo. 
Mettiti a sedere ! 

Sig. Vol.mières. 
E Giulietta?... 



ATTO TERZO ìftT, 

Gerardo. 

Sarà qui.... subito ! 

SiG. VOLMIÈRES. 

Avresti anche potuito venirmi a prendere alla 
stazione'.... Sono cose che usano, sai?... 

Gerardo. 
Stavo per venire.... 

SiG. Volmières 
Bella scusa!... 

A Giulietta che entra. 
Buongiorno, Giulietta. Come stai?... 

Giulietta. 
Bene, mamma mia... E lei?... Non è troppo 
stanca ? 

SiG. Volmières. 
Ah! Sì!... 

A Gerardo. 

Vedi?... Sono ancora capace, alla mia età, di 
far la parte di Maometto.... la m'ontagna non 
andava a Maometto : Maometto, è andato alla 
montagna!... E hai proprio l'aria di una mon- 
tagna accanto a me.... Dio, come sei grande!... 
o piuttosto come sono piccola io!... 



164 IL RIFLOIO 

Giulietta. 

Mnniiiiia, non si affatiolii. 

( Ikrario. 
Aspetta ! 

SiG. VOLMIÈRKS. 

No. che non voglio aspettare!... Anzi, vi af- 
fretterete a parlare.... e poi andrò a letto; per- 
chè Maometto ha una ,L;ran voglia di domn'- 
re.... e. domani, se a Dio piace, riprenderò il 
treno.... Qui, c'è troppa aria, '.roppo soJe, trop- 
po mare.... tartta roba che mi dà il capogiro.... 
L'aria malsana di Parigi m'ha tenuto in buona 
salute per tre quarti di secolo.... e non voglio 
aver Tingratitudine di cambiarla. 

Gerardo. 
Ebbene, domani torneremo a Parigi i nsi ernie ! 

SiG. V'OLMIÈRES. 

Insieme.... chi? 

Gerardo. 
Xoi!... Tu. Giulietta e io ! 

SiG. X'OLMIÈRE.S. 

\'ieni a Parigi solamente per accompagnar- 
mi r> 



ATTO TERZO l(ì^ 



stupf-fatta. 



A GiLilietta. 



Gerardo. 
Torno a Parigi ]>er rimanere! 

Sic. Volmières 

Per rimanere ? 

Gerarpo. 
Si! 

SiG. \''olmières 

ti proprio vero ? 

Giulietta. 
Sì, mamma! 

SiG. \"0LMIÈRES. 

Ma perchè ? 

Gerardo 
Perchè, quando di Parigi ne ho a\'Uto ahl)a- 
stanza sono vemiito qui.... e ora che di quesito 
paese ne ho abbastanza, torno a Parii^i.... TI ai 
raiL^ione : c'è troppa aria, troppo mare, tropipi 
all>cri, troppe monta.^'ne Rolja da rintonti- 
re!... Ah! l'aria umida, il frastuono, il sudiciu- 
me della i^rande città!... che bellezza! K che 
beatitudine ! 



l66 IL RIFUGIO 

SiG. VOLMIÈRES. 

Ma che cos'hai? 

Gerardo. 
Sono comtento pensando che ti vedrò tutti i 
giorni, tutte le sere, tutte le mattine.... Ah!.... 
Mamma, mamima, mamma! 

SiG. X'OLMIÈRES. 

Ma stai un po' fermo! 

A Giulietta. 

Giulietta, vieni qui. accanto a me,... 

Giulietta siede su uno sgabello 
basso, vicina a sua suo<:era. A 
Gerardo. 
E tu, mettiti qui.... 

Gerardo siede. 

Vediamo un po': che cos'è accadulto fra voi? 

Gerardo 

Ma niiJla!... nulla!... Giulietta, dille tu... 

Giulietta. 
Nulla, mamma ! 

Gerardo. 

Se sei venuta qui, col proposito di dar lieta 
soluzione a qualche dranniia, mi dispiace dir- 
telo: hai fatto il viaggio per milla ! 



ATTO TERZO 167 

SiG. VOLMIÈRES. 

Sta z'i'to ! 

Gerardo. 
Per nulla ! 

SiG. \^0LMIÈRKS 

a Giulietta. 

E perchè mi hai scritto quella lettera? 

Ger.ardo. 
Una bambinata qualunque ! 

SiG. X^olmières. 
Non parlo con te. 

Giulietta. 
Gerardo ha ra.^'ione.... una vera bambinata! 

SiG. VOLMiÈRES. 

Ma come? !... Mi scrivi: « Non ne posso pii^i ! 
la mia pazienza si esaurisce.... la vita non può 
durare così ! ». 

Gerardo. 

Naturale!... Sono le parole classiche del dia- 
iog-Q coniuy^ale.... Non appena si produce un 
piccolo disaccordo, non se ne può più.... biso- 
gna farla finita.... bisogna cambiar vita.... E 



l6S IL RIFUGIO 



ti sorprende!?... Non si direbbe che hai avuto 
marito per tanto tempo. 

SiG. VOLMIÈRES. 

Ma sei pazzo!... Sta un momento fermo, e 
ascoltami. 

Gerardo. 

Se hai da dirmi delle cose malinconiche non 
ho tempo ! 

Giulietta 

richiamandolo alla realtà. 

Gerardo ! 

SiG. VOLMiÈRES. 

Mi affatichi.... Xon istai un minuto fermo! 
Che cosa guardi ? 

Gerardo. 

Il sole!... non vedi com'è bello? come colori- 
sce.... come dora il paesaggio.... come diviniz- 
za tutto quello che tocca?... Ho una gran vo- 
glia di andare al sole.... 

Si ode il rumore di una v<-t- 
tura che parte. 

Vado!... 

Si allontana verso il fondo, 
pazzamente allegro. 



ATTO TER<iO 169 

SiG. VOLMIÈRRS 

segfuondolo amorosanidili- 
con lo sguardo. 

È ras^s^iaiite di gioia!... 

A Giuliitla. 

Proprio non è accaduto nulla? 

Giulietta. 

No. maniinia ! 

SiG. VOLMIERES. 

Ah!... Ho avuto una bella paura!... Ma giiiiar- 
dalo... 

Gerardo fa cenno d'addio 
con la mano. 

Guardalo!... Non lo avevo miai vis'io così vi- 
vace, così contento!... Ah! Si.... l'ho visto così 
un'altra volta.... Il giorno in cui si è fidanzato 
con te!... Te ne ricordi?... 

Giulietta. 
Sì. mamma! 



(ALA I A TELA. 



Milano — Fratelli TREVES, Editori — Milano 
(Estratto dal Catalogo Teatrale). 

Teatro italiano contemporaneo. 



Gabriele d'Ann Unzio. 

La Città Morta, tragedia . 4 — 

La Gioconda, tragedia. 4 — 
Edizione speciale in-8 in 
carta d'Olanda . . .10 — 
La Gloria, tragedia . .4 — 
Edizione speciale in-8 in 
carta d Olanda . . .10 — 
Francesca da Rimiui, tr. 

Edizione economica . . 4 — 
La Figlia di Iorio, trag. 4 — 
La medesima, legata in 
pelle stile Cinquecento . 10 — 

Sogno d'un mattino di 

Primavera 2 — 

Sogno d'un tramonto di 

Autunno 2 — 

Edizione speciale in-8 in 
carta d'Olanda ... 5 — 

La fiaccola sotto il mog- 
gio, tragedia .... 4 — 
La medesima, legata in 
stile antico con taglio do- 
rato in testa, chiusa in 
elegante busta . . .10 — 
Più che l'amore ... 4 — 
La Nave, tragedia. . .6 — 
Fedra, tragedia ... 5 — 

Legata in tela o oro. . 10 — 
Il Martirio di San Seba- 
stiano. Mistero compo- 
sto in ritmo francese, 
volto in prosa italiana 
da Ettore Janni . . 3 50 

A. G. Barrili. 

Zio Cesare 1 20 



Sem Benelli. 

La maschera di Bruto 
La cena delle beffe 
L'amore dei tre re 
Tignola .... 
Il Mantellaccio. . 
Eosmunda . . . 



3 — 
3 — 

3 — 
3 — 
3 — 



Vittorio Bersezio. 

Una bolla di sapone . . 1 20 
Le miserie del sig. Travetti 1 70 
Le prosperità del signor 

Travetti . . . . 1 70 

Un pugno incognito . . 1 — 

Fra due contendenti . . — 90 

I mettimale 1 40 

Da galeotto a marinaio. 1 30 

Uno zio milionario . . 1 20 

I violenti 110 

Fratellanza artigiana . 1 70 

II perdono 1 20 

Giuseppe Bonaspetti. 

Il redivivo 2 — 

I figli di Caino {in preparaz.), 

Roberto BpaCCO. 
Maschere ; - Le disilluse. 1 — 



E. A. Butti. 

La corsa al piacere, dr 
Lucifero, dramma . . 
La fine d'un ideale . 
Tutto per nulla . . 
Il cuculo \ 

Fiamme nell'ombra \ ' 



4 — 
4 — 
1 — 

4 — 

4 — 



Si dà gratis il completo Catalogo Teatrale. 



M,,,\N,, _ Fratelli TREVES, Editohi — Milano 



E. A. Butti 

Il castello del sogno . . 6 — 
Nel paese Iella f irtuna 3 — 

Sempre così 4 — 

Intermezzo poetico . 

Il frutto amaro. . '^.^^.-^f,^; 

Il vurticp. . . . ' 

Leo di Castelnovo. 

Un cuor morto - Pesce 

d'aprile 1 — 

11 guanto della regina . 1 50 
Impara l'arte e mettila 

da parte 1 — 

Fuochi di paglia- 11 Con- 
te Verde 1 — 

bere ©affogare. -Stani 8. 1 — 
Fra Saltimbanchi - La C ii- 

gina 1 — 

Il segreto di Antonio , in pre- 
Un brindisi . . . paraz. 

Riccardo Castelvecchio. 

Esopo 1 20 

Frine 120 

Omero a Samo .... 1 — 

La donna pallida . . . 1 20 

Eugenio CheCChi. 

Teatro di Società (Il i>ic- 
colo Haydn. - Mozart 
fanciullo) 2 — 

Enrico Corpadini. 

Maria Salvestri, dramma. 4 — 

Cordelia. 

Teatro in famiglia, iii-8 

illustrato 2 50 

É meglio un uovo oggri che una gal- 
lina domani. - Rosetta. - Quando 
manca la gatta.... - Diavolina - 
Sartine. - Mondo in miniatura. 



Pietro COSSa. 

Beethoven 1 80 

Sordeilo 1 40 

Monaldeschi 1 40 

Plauto e il suo secolo . 2 — 

1. D'AmbrauiT. Lipparini. 

il Bernini. -Goffredo Ma- 
meli 4 — 

Grazia Deledda. 

i/edera 3 — 

In collaborazione con Camillo 
Antona-Traversi. 

Odio vince 4 — 

Nel volume II vfcchio della 
montagna, della stessa autrice. 

Emilio De Marchi. 

( iggi si recita in casa 
dello zio PZmilio. . . 2 60 

Paolo Ferrari. 

Teatro. 15 volumi in-16 
— 2H volumi in-32 . 
11 suicidio .... 
Il Lino in ritiro . . 
Amici e rivali . . . 
11 ridicolo .... 
Il perdono; - Monumento 

a Goldoni .... 
Antonietta in collegio 
Le due dame . . . 
Per vendetta . . . 
Un giovane uffiziale . 
Il signor Lorenzo. . 
La separazione. . . 
False famiglie . . . 
Fulvio Testi. . . . 



Giacinto Gallina 

11 primo passo . . . 
Baruffe in famiglia . 
Esmeralda; - Così va i 

mondo, bimba mia. 
Serenissima .... 
La base de tuto . . 



48 - 
20- 
1 50 
1 50 
I 50 
1 50 

I 20 
1 20 
150 
1 20 
1 20 
1 20 
1 20 
1 20 
1 20 



1 20 
1 — 

120 
1 — 
1 — 



Si dà gratis il completo Catalogo Teatrale. 



Mlt.ANO — FiJATELLi TREVES, EniToRi — Milano 



Giuseppe Giacosa. 

Una partita a scacchi. - 
Il trionfo d'amore. -In- 
termezzi e scene . . o — 
Il conte Rosso, dramma 3 — 
Lasignoradi Chailantjdr. 4 - 
Come le foglie, coiiimeilia 4 - - 
Diritti dell'anima e Tri- 
sti amori, commedie . 3 "ìO 
Il marito amante della 
moglie, comm. - 11 fra 
fello d'armi, commedia 3 ')0 
Il più forte, dramma. . 4 — 

Amalia Gugiìeimiiietti. 

L'amante ignoto . . . 4 — 

Sabatino LopeZ. 

La buona figliola . . . 3 — 

Bufere {in preparazione). 

Vincenzo MorellO. 
11 malefico anello. . . 3 — 

Ettore Moschìno. 

Tristano e Tsolda ... 4 — 
Reginetta di Saba. . . 3 — 

Dario Niccodemi. 

L'aigrette -2 — 

Il rifugio 2 — 

Ojetti e Simoni. 

Il noatrimonio diCasanova 4 — 

Libero PilottO. 

Dall'ombra al sole. . . 1 20 
Il tiranno di San Giusto. 1 20 



Marco Praga. 

La crisi 3 — 

L'amico in 

La morale della favola \ 

La moglie ideale ... 2 — 

AUeluja 3 — 

L'erede (in preparazione). 

Amelia RoSSelli. 

El rèfolo 2 — 

El socio del papà ... 3 — 

Gerolamo RoVetta. 

Gli uomini pratici . . 1 20 

Alla città di Roma . . 1 — 

Il giorno della cresima. 3 — 

Papà Eccellenza ... 3 — 

Principio di secolo . . 2 — 

Riccardo Se!vatÌCO. 
Commedie e Poesie Veneziane, 
pubblicate a cura di A. Frade- 
letto con prefaz. e note. 4 — 

Achille Torelli. 

Poesia 3 — 

Domenico Tumiatl. 
Re Carlo Alberto . . . 3 — 
Giovine Italia .... 3 — 
Guerrin Meschino ... 3 — 

Giovanni Verga. 

Teatro 4 — 

Ld lupa. - 111 portineria. - Ca- 
valleria l'Ustica Ila. - T.a caci'ia 
al lupo. - T,a facfia alla volpe. 

Silvio Zambaldi. 

La moglie del dottore; 
La voragine .... 3 — 



PtÌTI CrniTP ^P®'* ^" ^^ ^t'^'^' parole di Cordelia, musica di 
Uriill^UiiC ^^ Scontrino. Riduz. per canto e pianoforte. 5 — 



Si dà gratis il completo Catalogo Teatrale. 



Milano — Fratelli TREVES, Editori — Milano 



(Estratto dal Catalogo Teatrale). 



Teatro straniero contemporaneo. 



1 20 
1 20 



Emilio Augier. 

La signora Caverlet . 
I Fourchambault . . 

Onorato di BalZHC. 
Mercadet l'affarista . . 1 20 

Eurico Becque. 

La parigina 1 — 

La spola ; Donne oneste. 1 — 

I corvi 1 — 

Adolfo Belot. 

L'articolo 47 1 20 

Alessandro BÌSSOII. 

II deputato di Bombignac. 

B. Bjornson. 

Un fallimento .... 
Oltre il potere nostro . 

Giorgio Byron. 

I nostri bimbi .... 

Francesco Coppée. 

I Giacobiti 1 20 

Alfonso Daudet. 

II Nabab 1 20 

M. Delacourt. 

Processo Veauradieux . 1 20 

Delacourt e Hennequin. 

I domino rosa .... 1 20 

Max Dreyer, 

L'età critica 2 — 



1 — 



I — 

1 — 



1 20 



Dumas figlio. 

La signora dalle camelie . 1 20 
La straniera 1 20 

I Danichefr 1 20 

II signor ministro. . . 1 20 

ErckmanneChatrian. 

I Rantzau 1 20 

L'amico Fritz . . . . — .óO 

j. Estebanez. 

II positivo 1 20 

Lodovico Fulda. 

Il talismano 1 — 

E. Gondinet. 

Un viaggio di piacere . 1 20 

Gerardo Hauptmann. 

Il collega Crampton . . 1 — 

I tessitori 1 — 

Elga 1 — 

Haennele (in prcparazioHej. 

Enrico Heine. 

Almansor 1 20 

Guglielmo Ratcliff . . 1 20 

Mannequin e Mlllaud. 

.Niniche 1 20 

Hugo von Hofmannsthal, 

Elettra 3 — 



Si dà gratis il completo Catalogo Teatrale. 



Milano — Fratelli TREVES, Editori — Milano 



Enrico Ibsetl. 




D. A. Parodi. 




Casa di Bambola . . 


1 — 


Roma vinta 


120 


La lega dei giovani . 


1 — 


Ulm il parricida . . . 


120 


Un nemico del popolo 


1 — 


■%■ 




Spettri 


1 — 


A. w. Pinero. 




Il piccolo Eyolf . . 


1 — 


La casa in ordine . . 


2 


Le colonne della società 


1 — 


La seconda moglie . . 


2 — 


Hedda Gabler . . . 
Rosmersholm . . . 


1 — 


s. e G. Quintero. 




Il costruttore Solness 


1 — 


Anima allegra .... 


3- 


Gian Gabriele Borkman 


1 — 


Commedie spagnole . . 


3 — 


I pretendenti alla corona 


1 — 


L'amore che passa. - I fiori. - 


La donna del mare . 


1 


I Graleoti. - La pena. 




L'anitra selvatica. . 


1 — 


Raymond e Boucheron. 


La sig.' Inger di Ostrot 


1 — 




Cocard e Bicoquet. . . 


120 


Spedizione nordica . 


1 — 






La festa di Solhaug . 


1 — 


Ernesto Renan. 




Imperatore e Galileo. 


2.^0 


L'Abbadessa di Jouarre. 


1 20 


Brand 


2 50 






Filippo Langman 


n. 


Giovanni RicHepìn 


. 


Bartel Turaser. . . 


1 — 


II vagabondo .... 


3 — 






La pania (La giù) . . 


2 


Enrico Laube. 

Gli scolari di Carlo . 


I 20 


Il filibustiere / , ■ 

Con la spada > ^^^ ^"'^^^ 


raz.). 


Carlo LaufS. 




Vittoriano SapdOU 




Camere ammobigliate 


1 20 


Ferréol 


120 


p. H. Loyson 




Patria! 

Andreina 


2 — 
120 


Le anime nemiche . . 


2 


Lo zio Sam 


120 


L'apostolo .... 


. 3 — 


I fossili 


120 


Con prefazione di Renato 


Simoni. 


La farfallite 


1 20 


Moser e Schonth 


an. 


L'odio 

Dora, Le spie . . . 


1 — 

2 — 


Guerra in t^mpo di pace 


1 — 


I borghesi di Poutarcy . 


1 20 


Max Nordau. 




Daniele Rochat. . . . 
Facciamo divorzio. . . 


120 
1 20 


Il diritto di amare . 


1 — 


Odette 


1 — 


Giorgio Ohnet. 




Fedora 

Giorgina 


1 — 

1 20 


Il padrone delle ferriere 


120 


Rabagas 


1 — 


La gran marniera. . 


. 120 


I nostri intimi. . . . 


1 — 


La contessa Sara . . 


1 20 


I nostri buoni villici . 


1 — 


E. Pailleron. 




Madame Sans-Qéne . . 
La pesta 


2 — 
2 — 


Il mondo della noia . 


120 


La strega 


2 — 



Si dà gratis il completo Catalogo Teatrale. 



Milano — Fratelli TREVES, Editori — Milaito 



A.Strindberg. 



Padre . . . 
Creditori . . 
Maestro (Jlof 



1 - 

1 - 



Ermanno Sudermann. 



L'onore 

La fine di Sodoma . . 
Battaglia di farfalle. . 
Felicità in un cantuccio. 
Evviva la vita! dramma. 
Pietra fra pietre . . . 



1 — 
1 20 
I- 
1 - 
3 — 

9 



Leone TolstOÌ. 
Potenza delle tenebre . 1 — 

I frutti dell'istruzione. 1 — 

II cadavere vivente . .2 — 

Ivan Turghenieff. 

Pane altrui 1 — 

Von Moser e Pohl. 

Il bibliotecario .... 1 — 

Emilio Zola. 

Nana 1 20 

Renata 1 20 



TEATRO di SHAKESPEARE 


Nuova traduzione di DIEGO ANGELI. 


Aol. T. 


Voi. II. 


LA TEMPESTA 


GIULIO CESARE 


COMilEDIA LS ■'> ATTI. 


TRAGEDIA IN Ó ATTI. 


Due Lire. 


Tre Lire. 


Voi. ITT. 


Voi. IV. 


MACBETH 


AMLETO 


TRAGEDIA IN 5 ATTI. 


TRAGEDIA IN -Ó ATTI. 


Tre Lire. 


Tre Lire. 



Si dà gratin il completo Catalogo Teatrale. 



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